Contratti: Cgil Cisl Uil, firmato Fabbricerie, risultato per salario e diritti 

Roma, 8 gennaio - Sottoscritto il contratto nazionale Fabbricerie relativo al triennio 2018-2020. Un accordo che interessa circa un migliaio di dipendenti degli enti che gestiscono, conservano e valorizzano un pezzo importante del patrimonio monumentale: opere che vanno dalla Torre di Pisa alla Basilica di San Marco a Venezia, da Santa Croce a Firenze al Duomo di Orvieto, passando per la Cattedrale di Siena. A darne notizia sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. 

L’accordo raggiunto, spiegano i sindacati, “garantisce un aumento contrattuale tabellare medio del 3,6% a cui si aggiunge un aumento del premio di risultato dello 0,3% calcolato sulla massa salariale del 2017. L'aumento tabellare decorre per lo 0,9% dal primo gennaio del 2018, per l’1,3% dal primo gennaio del 2019 e per l’1,4% dal primo gennaio di quest’anno. Per quel che riguarda il premio di risultato, l'elemento minimo di garanzia viene innalzato da 20 a 25 euro dal primo gennaio 2019”. 

Dal punto di vista normativo, aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “abbiamo aumentato le materie riconducibili alla contrattazione aziendale: la prima, estremamente importante per la qualità della vita dei lavoratori, riguarda l'individuazione di un tetto alle giornate festive mensili da lavorare; inoltre, è stata prevista la possibilità di ampliare le casistiche del contratto nazionale in merito ai permessi per motivi personali; in ultimo, è stata introdotta la possibilità di regolare le modalità e la tempistica di presentazione delle domande degli stessi. Inoltre, sempre in merito ai permessi personali, abbiamo innovato prevedendone anche la fruizione ad ore. Infine abbiamo regolato le assenze per visita medica che durino l'intera giornata”. 

Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fel, “il contratto Fabbricerie sottoscritto rappresenta un buon accordo che, pur nelle difficoltà prospettate da parte datoriale, riesce a trovare una sintesi utile per la tutela del potere di acquisto dei lavoratori e rilancia dal punto di vista delle acquisizioni dei diritti. Ricordiamo di avere ancora aperta la questione che riguarda la previdenza complementare. Sarà nostra cura sollecitare che il tavolo tecnico termini il proprio lavoro, al fine di raggiungere questo ulteriore risultato”, concludono.

Decreto Rilancio.CGIL FP, CISL- FP e UIL-FPL chiedono tutele e garanzie per i lavoratori precari del SSN.
Inviata una lettera al Ministro Speranza e ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari interessate

"Nonostante i proclami verso gli straordinari sforzi compiuti in questi mesi dalle donne e dagli uomini che ogni giorno lavorano nel Ssn, dal testo del c.d. “Decreto Rilancio” pubblicato in Gazzetta Ufficiale e' stata eliminata proprio quella norma (art. 255 del testo entrato in Consiglio dei Ministri) che rappresenta la migliore e più opportuna forma di riconoscimento verso il servizio prestato dal personale precario che da anni, non solo in occasione dell’emergenza epidemiologica da Covid - 19, contribuisce a garantire il diritto alla salute dei cittadini." Così Serena Sorrentino, Segretaria Generale della CGIL FP, Maurizio Petriccioli, Segretario Generale della CISL FP e Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL- FPL.
"Crediamo infatti che sia necessario che nell’iter di conversione in legge del decreto 34/2020 venga riproposta la misura dell’estensione temporale del periodo utile alla maturazione dei requisiti richiesti per accedere alle procedure di stabilizzazione di cui all’art. 20 d.lgs. 75/2017 che consentirebbe ai lavoratori precari del Ssn di vedere soddisfatte le loro legittime aspettative. Al contempo, si getterebbero basi più solide per garantire la funzionalità dei servizi nella fase post emergenziale in particolar modo in quelle regioni, soggette a piano di rientro, nelle quali il blocco del turn-over ha impedito un fisiologico ricambio e che, per evitare l'interruzione dei servizi, hanno fatto ricorso in modo massiccio al lavoro precario" continuano i Segretari, che affermano "la drammatica emergenza epidemiologica che ha colpito il Paese ha palesato tutti i limiti di un approccio ragionieristico alla sanità reiterato nell’ultimo decennio attraverso politiche di tagli lineari, costringendo organici depauperati e strutture carenti a sopportare il peso di una tenuta straordinaria a fronte di una emergenza sanitaria di cosi ampia portata. Le misure di potenziamento dell’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale predisposto dal decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 va nella giusta direzione ma non è sufficiente per sanare le criticità strutturali del nostro Ssn."
" Per questo-concludono i Segretari- non possiamo permetterci ulteriori mancati investimenti nel comparto della sanità, soprattutto ai danni di coloro che offrono, con grande senso di responsabilità, prestazioni di elevata qualità e che hanno, ancora, in cambio, solo l'incertezza e la precarietà del proprio lavoro".

Preso atto positivamente, nella legge di bilancio 2019, dello stanziamento delle risorse necessarie alla riconferma dell’elemento perequativo nei contratti collettivi nazionali per i dipendenti di Sanità ed Autonomie Locali, chiediamo con urgenza un intervento del Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno, affinchè, con una circolare esplicativa, faccia chiarezza sui tempi di erogazione di tali somme.

Infatti, da più parti, alcune aziende ospedaliere o enti locali, nell’attesa dell’entrata in vigore della legge di stabilità, stanno togliendo dalla busta paga dei lavoratori le somme destinate all’elemento perequativo. Ciò produce confusione e disparità di trattamento economico per le stesse figure professionali. Un’azione dannosa e inutile, in quanto le somme tolte andranno ripristinate in toto.

Con l’occasione, ricordiamo al Ministro della Funzione Pubblica che stiamo aspettando la convocazione per l’avvio del tavolo di confronto sul rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021 e da luglio la convocazione per l’attivazione della Commissione Paritetica, come espressamente previsto dai CCNL firmati, da parte dell’ARAN. Chiediamo, quindi, con urgenza una Sua pronta attivazione per la convocazione di entrambi i tavoli di confronto.

SCARICA LA LETTERA INVIATA ALLE ISTITUZIONI COMPETENTI

Il 27 dicembre 2018 è stato finalmente sottoscritta all’ARAN l’ipotesi di CCNL  per l’istituzione della specifica 
sezione - nell’ambito del CCNL comparto sanità pubblica del 21.5.2018 - per i ruoli di
ricercatore sanitario e di personale a supporto della ricerca (IRCCS e IZS).
Riteniamo  che in un contesto difficile come questo,  in un paese che non premia la ricerca (da ultimo il blocco delle assunzioni dei ricercatori universitari) questo contratto costituisce un primo importante passo per uscire dall’incertezza e dalla precarietà, sicuramente migliorativo della attuale situazione di co.co.co o borse di studio.
È inoltre un passo importante  per il pieno riconoscimento e la valorizzazione delle attività di
ricerca di tutti quei lavoratori precari che in questi anni hanno contribuito alla ricerca sanitaria
italiana.
Fondamentale nelle declaratorie una definizione delle categorie professionali a maglie larghe che consentono ai professionisti di essere inquadrati in base all'effettiva attività svolta, superandoi vincoli dei vecchi ruoli.
Vi terremo aggiornati sull’ulteriore iter per la sottoscrizione definitiva, restando a vostra  disposizione per il supporto che riterrete necessario per l’illustrazione dell’ipotesi di CCNL nei luoghi di lavoro.

Infanzia: Cgil Cisl Uil Fp, impegno sicurezza nei servizi educativi scolastici 0-6

Roma, 13 maggio – “È necessario un protocollo nazionale con i Ministeri competenti e l’apertura di un confronto di merito sul documento, che sarà stilato dal Comitato tecnico-scientifico, al fine di garantire sicurezza totale per le bambine e i bambini, così come per il personale impegnato nei servizi scolastico educativi”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo un confronto con l’Anci, annunciando che: “Insieme monitoreremo le indicazioni che il Comitato tecnico scientifico ci fornirà per garantire la riapertura in totale sicurezza dei servizi sia gestiti dal pubblico che dal privato”. Insieme a questo elemento, sindacati rivendicano inoltre: “Un’attenzione determinante da parte dello Stato, in termini di investimenti, per garantire la continuità dei servizi educativi, contrastando processi di progressivo indebolimento. Serve per queste ragioni garantire e rilanciare il tema dell’occupazione del settore, di investire risorse economiche adeguate anche per sostenere le attività svolte dai soggetti privati e di assicurare un impegno sul tema dell’edilizia scolastica. C’è bisogno di mettere al centro questo settore strategico, offrendo la garanzia di continuità e al tempo stesso di rilancio dei servizi educativi. Diamo rilevanza a questo settore, parte essenziale e fondante del sistema scuola, assicurandone continuità e futuro, garantendo un diritto delle bambine e dei bambini, delle lavoratrici e dei lavoratori”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

SCARICA IL COMUNICATO UNITARIO.

SCARICA LA NOTA UNITARIA SULL'INCONTRO CON ANCI SUL TEMA DEI SERVIZI EDUCATIVI- SCOLASTICI.

 

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