Oggi incontro tra sindacati e Fondazione che si impegna a dare risposta entro 7 giorni'

Preso atto positivamente, nella legge di bilancio 2019, dello stanziamento delle risorse necessarie alla riconferma dell’elemento perequativo nei contratti collettivi nazionali per i dipendenti di Sanità ed Autonomie Locali, chiediamo con urgenza un intervento del Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno, affinchè, con una circolare esplicativa, faccia chiarezza sui tempi di erogazione di tali somme.

Infatti, da più parti, alcune aziende ospedaliere o enti locali, nell’attesa dell’entrata in vigore della legge di stabilità, stanno togliendo dalla busta paga dei lavoratori le somme destinate all’elemento perequativo. Ciò produce confusione e disparità di trattamento economico per le stesse figure professionali. Un’azione dannosa e inutile, in quanto le somme tolte andranno ripristinate in toto.

Con l’occasione, ricordiamo al Ministro della Funzione Pubblica che stiamo aspettando la convocazione per l’avvio del tavolo di confronto sul rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021 e da luglio la convocazione per l’attivazione della Commissione Paritetica, come espressamente previsto dai CCNL firmati, da parte dell’ARAN. Chiediamo, quindi, con urgenza una Sua pronta attivazione per la convocazione di entrambi i tavoli di confronto.

SCARICA LA LETTERA INVIATA ALLE ISTITUZIONI COMPETENTI

Il 27 dicembre 2018 è stato finalmente sottoscritta all’ARAN l’ipotesi di CCNL  per l’istituzione della specifica 
sezione - nell’ambito del CCNL comparto sanità pubblica del 21.5.2018 - per i ruoli di
ricercatore sanitario e di personale a supporto della ricerca (IRCCS e IZS).
Riteniamo  che in un contesto difficile come questo,  in un paese che non premia la ricerca (da ultimo il blocco delle assunzioni dei ricercatori universitari) questo contratto costituisce un primo importante passo per uscire dall’incertezza e dalla precarietà, sicuramente migliorativo della attuale situazione di co.co.co o borse di studio.
È inoltre un passo importante  per il pieno riconoscimento e la valorizzazione delle attività di
ricerca di tutti quei lavoratori precari che in questi anni hanno contribuito alla ricerca sanitaria
italiana.
Fondamentale nelle declaratorie una definizione delle categorie professionali a maglie larghe che consentono ai professionisti di essere inquadrati in base all'effettiva attività svolta, superandoi vincoli dei vecchi ruoli.
Vi terremo aggiornati sull’ulteriore iter per la sottoscrizione definitiva, restando a vostra  disposizione per il supporto che riterrete necessario per l’illustrazione dell’ipotesi di CCNL nei luoghi di lavoro.

GOVERNO.LIBRANDI (UIL-FPL):TEATRINO PENOSO

Mercoledì, 28 Agosto 2019 00:00

"L'Italia non si merita di finire sulle prime pagine di giornali internazionali con questo teatrino politico" commenta così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL la crisi di Governo."Serve un Governo stabile, sia con un rimpasto ed una nuova maggioranza parlamentare, sia se verranno indette le elezioni" prosegue "non ci interessa il tira e molla della politica, le frasi ad effetto ai talk show e la contrattazione di queste ore sulle poltrone, ma che si risolvano i problemi del Paese"."Abbiamo bisogno di una seria politica economica, fiscale, una riforma costituzionale in grado di accelerare i tempi del funzionamento della macchina pubblica, la riduzione delle tasse sul lavoro dipendente" afferma il Sindacalista, che prosegue " non possiamo aspettare altro tempo: stiamo aspettando da oltre un decennio il rinnovo dei contratti dell'area della dirigenza della autonomie locali (che solo per questa tornata include gli amministrativi e i tecnici che operano nella sanità pubblica), della sanità privata, oltre ad aprire il confronto per rinnovare tutti i contratti pubblici scaduti il 31 dicembre scorso". 

LE ULTIME NOVITA’ SUL RINNOVO DEL CCNL SANITA’

Nell’ultimo incontro ARAN al tavolo del ccnl comparto sanità, lo scorso 13 dicembre, ci è stata consegnata una bozza che interviene su un numero cospicuo di importanti istituti contrattuali.

Facciamo quindi il punto sullo stato di avanzamento dei lavori al nostro tavolo insieme ad una prima valutazione del testo, rinviando ai prossimi giorni per un maggiore approfondimento.

Gli articoli contenuti nella bozza riguardano:

  • Tutto il capitolo dell’orario di lavoro
  • Il cosiddetto “pacchetto sociale” (assenze per malattia, per terapia salvavita, congedi, ecc,)
  • La parte della classificazione relativo agli incarichi funzionali, vecchi e nuovi
  • La costituzione ed il finanziamento dei fondi contrattuali

Ci è stata intanto preannunciata la prossima presentazione di ulteriori testi relativi a:

  • Sistema delle indennità
  • Norme disciplinari
  • Flessibilità del rapporto di lavoro
  • Relazioni Sindacali (pacchetto che è in discussione ad un tavolo generale con le Organizzazioni Confederali)

Secondo l’ipotesi avanzata dall’ ARAN le disposizioni sulle relazioni sindacali potrebbero essere riportate, invece che su ogni singolo articolo o istituto, in un apposito articolo unico che ne definirebbe complessivamente i livelli e la portata. Di conseguenza nella stesura di tutti gli articoli del testo consegnato al momento mancano completamente i riferimenti  sulle relazioni sindacali da applicare agli istituti contrattuali trattati.

Sempre secondo l’ipotesi ARAN il pezzo sulle relazioni sindacali dovrebbe essere oggetto di confronto per ultimo, dando poi luogo ad un secondo passaggio sulle materie già precedentemente esaminate per verificarne la tenuta alla luce di quanto concordato sulle relazioni sindacali stesse.

Questo modo di procedere ci sembra problematico perché è evidente che la valutazione di una stessa clausola contrattuale può cambiare a seconda del livello di relazione sindacale che ad essa viene riconosciuto. Riteniamo auspicabile e abbiamo già sollecitato una maggiore disponibilità ad entrare prima della fase finale nel merito almeno con riferimento  alle parti più specifiche e più importanti per il nostro settore.

Per quanto riguarda invece il sistema di classificazione nel suo complesso, inteso come struttura e come dinamiche di progressione, l’ARAN ci ha informato che è in corso una riflessione interna sull’opportunità o meno di affrontarne la revisione in questa fase. Riflessione che è perfettamente in linea con le considerazioni che avevamo già fatto sulla base del primo documento presentato dal Comitato di Settore e che avevamo condiviso nella nota 479/17/MVG/ac del 1’ dicembre u.s.

Ancora di più siamo rafforzati nell’idea di rinviare ad una distinta e più approfondita fase gli interventi di sistema, dopo che l’ ARAN nella riunione della scorsa settimana ha esplicitamente dichiarato che le “Aree prestazionali” – punto centrale della proposta di revisione del sistema classificatorio – non hanno allo stato attuale una funzione reale e concreta in ordine alla soluzione delle problematiche concrete del personale, non potendo incidere di per sé né sui ruoli di appartenenza (in quanto riserva di legge), né sulla spettanza delle indennità legate ai ruoli, né sull’inquadramento del personale nelle diverse categorie e livelli economici super.

Quindi per essere ancora più chiari noi non siamo contrari all’introduzione delle Aree prestazionali, che sono una opportunità per la rivisitazione del sistema classificatorio. E tantomeno siamo contrari all’istituzione di un’Area Socio Sanitaria che contribuisse ad una vera integrazione sociosanitaria. Il problema è che al momento le Aree sono scatole vuote mentre ai lavoratori devono essere date cose concrete.

Ed è proprio  sugli aspetti concreti che noi chiediamo di poter intervenire subito, dando le risposte da tempo attese dal personale, sia quelle legate ad una complessiva valorizzazione dello sviluppo delle competenze,  sia quelle legate a problematiche specifiche quali, a titolo di esempio, quelle dei Coordinatori sanitari (per i quali chiediamo di dare seguito all’inquadramento del livello economico DS), degli OSS (per i quali chiediamo le stesse indennità di condizioni di lavoro previste per il ruolo sanitario, oltre allo sviluppo professionale nella categoria C), dei Masso fisioterapisti con titolo equivalente (dei quali chiediamo una adeguata valorizzazione della professionalità ), degli Autisti soccorritori (per i quali, in attesa della definizione della specifica figura chiediamo intanto il riconoscimento delle attività svolte a seconda dei modelli organizzativi adottati).

Per tutte le  considerazioni esposte riteniamo si debba trovare un modo per  contemperare da un lato l’esigenza di chiudere subito il contratto così da poter erogare gli incrementi economici e, dall’altro, quella di affrontare le numerose problematiche accumulatesi negli anni di blocco contrattuale.

La strada migliore è quella di mettere subito sul tavolo le questioni più urgenti, come quelle sopra richiamate, e di rinviare  ai lavori di una Commissione paritetica gli aspetti di sistema, più complessi e che richiedono più tempo. Una commissione che lavori con tempi ed obiettivi precisi, concordati e definiti, alla quale affidare eventualmente anche le parti specifiche che non si riuscissero a risolvere subito, in modo da non rallentare i tempi di sottoscrizione del ccnl.

Sulle tematiche affrontate nella bozza, riportiamo qui di seguito alcune prime considerazioni in attesa degli approfondimenti che stiamo predisponendo:

Orario di lavoro - Il testo interviene in particolare sull’articolazione multi periodale, sull’orario medio settimanale, sulle deroghe ai riposi giornalieri, sulla pronta disponibilità. Le modifiche proposte aumentano la richiesta di flessibilità e caricano sui lavoratori gli effetti delle carenze di organico e quelle organizzative. Si tratta di una materia per la quale, a prescindere dalle specifiche  modifiche di merito da apportare ad un testo altrimenti inaccettabile,  riteniamo prima di tutto indispensabile recuperare un sistema completo di relazioni sindacali a livello aziendale, senza il quale non siamo disponibili a ragionare su nessuna delle proposte. Per quanto riguarda in particolare le deroghe, in ogni caso, la nostra disponibilità è limitata al riconoscimento delle specificità del settore sanitario che non sono e non potranno mai essere la mancanza  di personale.

Pacchetto sociale – E’ la parte nella quale è più visibile un apprezzabile intento di miglioramento del sistema delle tutele. Riteniamo di dover ulteriormente migliorare ed integrare il testo anche recuperando l’egregio  lavoro che era stato fatto unitariamente al tavolo negoziale che nel 2015 aveva lavorato ad una ipotesi di CCNQ su tali materie.

Incarichi funzionali – Nel testo si prevede la riorganizzazione degli incarichi attualmente esistenti (Posizione organizzativa e Coordinamento) e l’istituzione di un nuovo incarico professionale per le professioni sanitarie e l’assistente sociale, articolato in incarico di professionista specialista e incarico di professionista esperto. E’ sicuramente una opportunità importante nel percorso di riconoscimento e valorizzazione del personale ma richiede a nostro avviso molte modifiche rispetto all’attuale impostazione: la possibilità per le Regioni di investire risorse proprie per l’istituzione dei nuovi incarichi, il raffronto con la situazione attuale per evitare penalizzazioni in ordine alla accessibilità e progressione negli incarichi e all’importo massimo delle indennità attualmente cumulabile, la migliore definizione delle procedure di valutazione al fine di assicurare  imparzialità e trasparenza, tanto per citarne alcune.  Un punto al quale teniamo particolarmente  è quello di evitare fenomeni di spoil system e di precarizzazione degli incarichi quali si sono verificati in questi anni, inserendo una relazione diretta ed esplicita tra la valutazione positiva e la conservazione degli incarichi.

Fondi contrattuali – Dopo che nell’atto di indirizzo del Comitato di settore si proponeva la riduzione degli attuali tre fondi ad un fondo unico, nel testo attuale vengono proposti due fondi, uno per condizioni di lavoro (indennità e straordinario) e incarichi e uno, definito di Premialità, per produttività e fasce. Non siamo pregiudizialmente contrari a questa articolazione, ferma restando la necessità di confrontarci sulle modalità della prima ripartizione delle risorse e sulle successive modalità di alimentazione e implementazione. Anche su questa materia è dirimente recuperare un sistema completo di relazioni sindacali, mentre resta il grande nodo del tetto dei fondi, fissato dal d.lgs 75/2017 all’importo del 2016

Questa nelle grandi linee la situazione attuale e la nostra valutazione generale e sulle prospettive del tavolo negoziale.

Si tratta ora di lavorare sul testo che ci è stato consegnato per approfondire le tematiche e mettere a punto la posizione e le proposte di modifica da portare al tavolo negoziale.

SCARICA LA BOZZA

EFFEPIELLE INFORMA

ULTIME NEWS

LOCANDINE