DDL LORENZIN - APPROVATO IN VIA DEFINITIVA OGGI AL SENATO

E' stato approvato nella mattinata odierna dal Senato in via definitiva il Ddl Lorenzin in materia di "delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute". Il provvedimento è stato approvato con 148 voti favorevoli, 19 contrari e 5 astenuti.

Di seguito si riportano le principali novità del c.d. "Ddl Lorenzin".

1.     Sperimentazione clinica dei medicinali.

Le nuove disposizioni, adeguando la disciplina italiana alla nuova normativa europea (Regolamento UE 536/2014) prevedono il riordino e la riduzione dei comitati etici esistenti. Viene prevista l'istituzione, infatti, di un Centro di coordinamento nazionale dei comitati eticiterritoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, con funzioni di coordinamento, indirizzo e monitoraggio delle attività di valutazione degli aspetti etici relativi alle sperimentazioni. Si prevede, inoltre, l'individuazione, attraverso successivo decreto ministeriale, di un numero massimo di quaranta comitati etici territoriali (rispetto agli oltre 100 attualmente esistenti) di cui almeno uno per ogni regione, e il riconoscimento di tre comitati etici a valenza nazionale, di cui uno riservato alla sperimentazione in ambito pediatrico.

Tali disposizioni vanno nella direzione della necessità di acquisire una maggiore competitività in ambito internazionale nel settore delle sperimentazioni cliniche, le quali, grazie alla notevole riduzione del numero dei comitati etici e grazie al ruolo di supporto e di vigilanza assegnato al neo istituito centro di coordinamento nazionale, potranno fare affidamento su tempi certi per la loro analisi sotto il profilo etico, oltre che di una tariffa unitaria, parametrata ai meri costi di gestione dell'analisi medesima.

2.     Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie.

Le nuove disposizioni trasformano gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in ordini delle medesime professioni e relative federazioni nazionali. Agli ordini già esistenti dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti, si aggiungono gli ordini delle professioni infermieristichedella professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Contestualmente viene ridisegnata la disciplina relativa al funzionamento interno degli Ordini, risalente al 1946, e vengono inserite disposizioni finalizzate a migliorare la funzionalità degli organi, a chiarire i compiti svolti, valorizzandone, in particolare, il rilievo pubblico e la funzione deontologica, oltre che a favorire la partecipazione interna da parte degli iscritti.

3.     Nuove professioni sanitarie.

Il Ddl riscrive la procedura per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie, stabilendo dunque un sistema potenzialmente aperto.

Tale procedura, che passerà per il parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di Sanità, richiederà l'accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.

Nell'ambito di tale procedura, un percorso semplificato è fissato per gli osteopati ed i chiropratici, la cui individuazione è già fissata dalla legge, mentre il percorso per il definitivo riconoscimento passa attraverso l'accordo in Conferenza che definirà l'ambito di attività, le funzioni, i criteri di valutazione dell'esperienza professionale nonché quelli per il riconoscimento dei titoli equipollenti connessi a tali professioni.

Con decreto del MIUR, di concerto con il Ministro della salute, saranno, inoltre, definiti l'ordinamento didattico della formazione universitaria.

4.     Riordino della professione dei chimici,  dei fisici, dei biologi e degli psicologi:

Il DDL stabilisce che la vigilanza su tali Professioni, e sui relativi ordini, passi dal Ministero della Giustizia al Ministero della salute. Anche a tali ordini si applicheranno, dunque, le nuove disposizioni relative al funzionamento interno degli Ordini, modificati dal Ddl.

5.     Esercizio abusivo delle professioni sanitarie.

Si interviene sul reato di esercizio abusivo della professione, per inserire un'aggravante quando il reato riguardi una professione sanitaria e per prevedere in tali ipotesi la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato. Ed in particolare, quando si tratta di beni immobili, si dispone il loro trasferimento al patrimonio del comune ove sono siti, per essere destinati a finalità sociali e assistenziali.

6.       Aggravante per reati commessi contro persone ricoverate.

Viene aggiunta nel codice penale (art. 61) una circostanza aggravante per i reati contro la persona commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, ovvero presso strutture socioeducative.

7.       Dirigenti sanitari del Ministero della salute

Si modifica la disciplina vigente relativa al ruolo della dirigenza sanitaria del Ministero della salute: da un lato, si istituisce un unico livello del ruolo succitato, e dall'altro, ai dirigenti sanitari del Ministero si estendono gli istituti giuridici ed economici previsti per la dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale.

 

“La preoccupazione tra i lavoratori ed i pazienti per l’entrata in vigore del decreto Lorenzin è sempre più crescente” così Giovanni Torluccio, Segretario Generale della UIL-FPL e Roberto Bonfili, Coordinatore dell’Area Medici-UIL-FPL

“I nostri rappresentanti sindacali all’interno delle strutture sanitarie lamentano una grande tensione tra i pazienti, che si riversano direttamente negli ospedali, dopo il diniego da parte dei medici di base, che, per legge, non possono più prescrivere determinati esami diagnostici” continuano i sindacalisti, che affermano “Il governo deve avere il coraggio di dire la verità ai cittadini", ovvero che " devono pagare ciò che fino ad ora hanno avuto gratuitamente.”

“I Medici si trovano tra due fuochi: quello del rischio del contenzioso legale con i pazienti e quello delle sanzioni per la prescrizioni di esami inutili. La lotta all’inappropriatezza passa dalla riduzione degli sprechi, da un più attento percorso di prenotazione delle prestazioni e dalla riorganizzazione dei servizi, mentre i medici devono poter continuare a  fare il proprio lavoro, liberamente secondo coscienza, senza ricatti e senza essere sotto la minaccia di ritorsioni economiche, con sanzioni che vanno ad intaccare la parte di salario accessorio".

“Ci troviamo di fronte a grossi paradossi: ad esempio indagini strumentali potranno essere prescritte solo in presenza di una patologia già accertata, o di un intervento chirurgico o di un trauma subito -affermano Torluccio e Bonfili, che continua- Quando si sospetta una determinata patologia, invece, l’esame dovrà essere negato o pagato. E questo vuol dire rispettare la Costituzione Italiana che sancisce il diritto universale alla salute? Siamo di fronte ad una totale assenza di garanzie sul diritto alla diagnosi precoce, che garantirebbe ai cittadini la prevenzione della cura e allo Stato un risparmio complessivo annuo di circa 13 miliardi di Euro.

“Questo Governo miope, purtroppo, continua a tagliare fondi per il Patto per la Salute nel futuro triennio, a non sbloccare il turn-over in sanità costringendo medici e operatori sanitari a turni estenuanti, ad effettuare tagli lineari che invece di garantire nel Paese la sostenibilità di una sanità con elevati standard qualitativi, mirano allo smantellamento della sanità pubblica.”

Decreto Rilancio.CGIL FP, CISL- FP e UIL-FPL chiedono tutele e garanzie per i lavoratori precari del SSN.
Inviata una lettera al Ministro Speranza e ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari interessate

"Nonostante i proclami verso gli straordinari sforzi compiuti in questi mesi dalle donne e dagli uomini che ogni giorno lavorano nel Ssn, dal testo del c.d. “Decreto Rilancio” pubblicato in Gazzetta Ufficiale e' stata eliminata proprio quella norma (art. 255 del testo entrato in Consiglio dei Ministri) che rappresenta la migliore e più opportuna forma di riconoscimento verso il servizio prestato dal personale precario che da anni, non solo in occasione dell’emergenza epidemiologica da Covid - 19, contribuisce a garantire il diritto alla salute dei cittadini." Così Serena Sorrentino, Segretaria Generale della CGIL FP, Maurizio Petriccioli, Segretario Generale della CISL FP e Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL- FPL.
"Crediamo infatti che sia necessario che nell’iter di conversione in legge del decreto 34/2020 venga riproposta la misura dell’estensione temporale del periodo utile alla maturazione dei requisiti richiesti per accedere alle procedure di stabilizzazione di cui all’art. 20 d.lgs. 75/2017 che consentirebbe ai lavoratori precari del Ssn di vedere soddisfatte le loro legittime aspettative. Al contempo, si getterebbero basi più solide per garantire la funzionalità dei servizi nella fase post emergenziale in particolar modo in quelle regioni, soggette a piano di rientro, nelle quali il blocco del turn-over ha impedito un fisiologico ricambio e che, per evitare l'interruzione dei servizi, hanno fatto ricorso in modo massiccio al lavoro precario" continuano i Segretari, che affermano "la drammatica emergenza epidemiologica che ha colpito il Paese ha palesato tutti i limiti di un approccio ragionieristico alla sanità reiterato nell’ultimo decennio attraverso politiche di tagli lineari, costringendo organici depauperati e strutture carenti a sopportare il peso di una tenuta straordinaria a fronte di una emergenza sanitaria di cosi ampia portata. Le misure di potenziamento dell’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale predisposto dal decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 va nella giusta direzione ma non è sufficiente per sanare le criticità strutturali del nostro Ssn."
" Per questo-concludono i Segretari- non possiamo permetterci ulteriori mancati investimenti nel comparto della sanità, soprattutto ai danni di coloro che offrono, con grande senso di responsabilità, prestazioni di elevata qualità e che hanno, ancora, in cambio, solo l'incertezza e la precarietà del proprio lavoro".

Oggi incontro tra sindacati e Fondazione che si impegna a dare risposta entro 7 giorni'

Preso atto positivamente, nella legge di bilancio 2019, dello stanziamento delle risorse necessarie alla riconferma dell’elemento perequativo nei contratti collettivi nazionali per i dipendenti di Sanità ed Autonomie Locali, chiediamo con urgenza un intervento del Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno, affinchè, con una circolare esplicativa, faccia chiarezza sui tempi di erogazione di tali somme.

Infatti, da più parti, alcune aziende ospedaliere o enti locali, nell’attesa dell’entrata in vigore della legge di stabilità, stanno togliendo dalla busta paga dei lavoratori le somme destinate all’elemento perequativo. Ciò produce confusione e disparità di trattamento economico per le stesse figure professionali. Un’azione dannosa e inutile, in quanto le somme tolte andranno ripristinate in toto.

Con l’occasione, ricordiamo al Ministro della Funzione Pubblica che stiamo aspettando la convocazione per l’avvio del tavolo di confronto sul rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021 e da luglio la convocazione per l’attivazione della Commissione Paritetica, come espressamente previsto dai CCNL firmati, da parte dell’ARAN. Chiediamo, quindi, con urgenza una Sua pronta attivazione per la convocazione di entrambi i tavoli di confronto.

SCARICA LA LETTERA INVIATA ALLE ISTITUZIONI COMPETENTI

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