Comunicato Stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa

Pa, Cgil Cisl Uil: “Cambiamo le relazioni sindacali, cambiamo il contratto”

Sindacati lanciano la maratona del lavoro pubblico per contratti e innovazione dei servizi

Roma, 27 settembre 2016 – “Cambiamo le relazioni sindacali nel pubblico impiego e cambiamo i contratti” è la proposta lanciata al governo da Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco - segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa – all’attivo unitario riunito a Roma con le segreterie regionali delle quattro federazioni di categoria.

“Vogliamo per pubblico e privato stesse regole sulla democrazia e stesse opportunità per la contrattazione. Che vuol dire stesse responsabilità, ma anche stesse possibilità di sviluppo professionale e valorizzazione delle competenze. E stesso ruolo nel definire le regole del gioco. Per questo porteremo al governo la nostra proposta: un contratto innovativo che valorizzi il lavoro, riassegnando alla contrattazione la funzione di regolare condizioni e organizzazione del lavoro”.

Poi c’è il nodo determinante delle risorse: “Il Governo trovi, già nel consiglio dei ministri di stasera, risorse adeguate per rinnovare il contratto a milioni di lavoratori pubblici che aspettano da 7 anni. Il contratto è un diritto, ma è anche lo strumento per garantire migliori servizi ai cittadini: con più produttività, più motivazione, più partecipazione”.

Da oggi parte dunque la mobilitazione delle categorie di Cgil Cisl e Uil con una “maratona del lavoro pubblico”, un percorso di assemblee in tutti i posti di lavoro che attraverserà il paese, intramezzato da una maratona vera e propria a Roma, per sensibilizzare lavoratori e cittadini, arrivando ai palazzi della politica, sulla necessità di nuovi contratti e investimenti veri nell’innovazione per “servizi di qualità, più avanzati, più vicini alle persone”. 

Dopo l’approvazione di ieri al Consiglio dei Ministri degli ultimi 5 decreti attuativi che completano  l’iter di riforma della Pubblica Amministrazione targato Madia, aspettiamo in tempi rapidi l’atto di indirizzo all’Aran con cui formalmente si apre la stagione contrattuale.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Nel frattempo, chiediamo al Ministro Madia si prosegua al più presto il confronto per emendare alcune parti del Testo Unico del Pubblico Impiego per noi essenziali, che devono trovare una piena soluzione, per recepire appieno lo spirito e gli obiettivi dell'intesa Governo-Sindacati del 30 Novembre2016.” continua Librandi, che aggiunge “ tra le questioni più importanti, un percorso chiaro di stabilizzazione dei precari, il rafforzamento del riconoscimento del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina del rapporto di lavoro pubblico, la valorizzazione dello sviluppo della retribuzione accessoria collegata all'innovazione organizzativa e allo sviluppo della qualità dei servizi a beneficio dei cittadini, la necessità di trovare criteri coerenti con la possibilità di assicurare la graduale introduzione di welfare contrattuale e di agevolazioni fiscali sulla retribuzione accessoria erogata tramite la contrattazione integrativa”.

“Dal rapporto Madia emergono dati sempre più sconcertanti. La spesa per le consulenze e le collaborazioni esterne è tornata a crescere, con un’impennata del 61.32% solo nel 2014. Da 737 milioni di euro il costo è passato a oltre 1 miliardo e 100 milioni. Una vergogna”. Così Giovanni Torluccio, Segretario Generale della UIL-FPL commentando i dati del Rapporto Madia.

“Nel comparto regioni e autonomie locali, il personale esterno a cui è stato conferito un incarico è pari a più del doppio rispetto a quello relativo al personale dipendente. Anche i dati in sanità non scherzano. Nel 2014 i consulenti sono aumentati del 10% e gli incarichi arrivano a quota 29.000 per un totale di 301 milioni di euro di costo.”continua Torluccio, che afferma “ il Governo ha precise responsabilità: non sblocca il turn-over e continua a chiamare amici degli amici per espletare funzioni e compiti che potrebbero essere svolti da personale dipendente assunto con regolare concorso. In più, con un miliardo e 200 milioni spesi per consulenze esterne, si sarebbero rinnovati i contratti per ben oltre la mancia prevista per il 2016 di circa 5 euro al mese. Una presa in giro, uno schiaffo in faccia a lavoratori che tutti i giorni svolgono servizi essenziali per i cittadini.”

“ Basta con le false riforme della Pubblica Amministrazione, basta con spot elettorali che servono solamente a distogliere l’attenzione dai problemi veri del Paese. Il Governo, piuttosto, -conclude Torluccio-si sieda al tavolo e si confronti su come migliorare e premiare la produttività ed il merito dei dipendenti, su come incentivare i contratti decentrati, su come riorganizzare e svecchiare la macchina pubblica, sbloccando le assunzioni, su come mettere in rete tutte le banche dati a disposizione degli enti e su come razionalizzare senza tagliare linearmente. Noi ci siamo con tutti i mezzi a nostra disposizione per tutelare i giusti diritti di tutti i lavoratori pubblici.”

Governo smantella sistema camerale, protesta a Roma davanti al Mise

Riparte la mobilitazione del personale delle Camere di Commercio. Lunedì 21 novembre è in programma a Roma, in via Molise davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico a partire dalle ore 14, una manifestazione delle lavoratrici e dei lavoratori del sistema camerale contro il provvedimento di riforma delle Camere di commercio e per la difesa di oltre 2.000 posti di lavoro a rischio tra la rete camerale e Unioni regionali e aziende speciali. Un'iniziativa promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per sottolineare come, nell'iter di approvazione del decreto di attuazione della riforma Madia, “il governo, e in particolare il dicastero dello Sviluppo economico, non abbiano ritenuto di cogliere molti dei pareri offerti dal Parlamento di modifica del provvedimento di riforma delle Camere di commercio, così come di incontrarci e ascoltare le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore”. Per le categorie del lavoro pubblico e del terziario di Cgil, Cisl e Uil il governo, “negando il confronto, dimostra come quella delle Camere di commercio non sia altro che una vera e propria contro riforma col solo obiettivo di smantellare il sistema camerale”. I sindacati, infatti, sostengono “l'esigenza di una riforma vera che metta al centro il valore e l'impegno dei lavoratori coinvolti e l'esigenza di un sistema camerale come riferimento centrale e insostituibile per rilanciare sviluppo e crescita nei territori”. Per queste ragioni, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, “ci opponiamo al provvedimento in fase di approvazione e saremo in piazza lunedì 21 novembre: il decreto nei suoi prossimi passaggi deve radicalmente cambiare, il governo deve tornare sui suoi passi e tenere conto delle proposte che abbiamo fatto, e che il Parlamento ha accolto, a partire dalle necessarie misure di salvaguardia dei livelli occupazionali del sistema camerale”.

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Pa: Cgil Cisl Uil, decreto Camere commercio sbagliato, riparte mobilitazione
Governo non accoglie pareri offerti, nuovo atto di sgarbo istituzionale

Roma, 10 novembre - “Rigettati molti dei pareri offerti dal Parlamento di modifica del provvedimento di riforma delle Camere di commercio. Un ennesimo atto di superbia da parte del governo, e in particolare del Ministero dello Sviluppo economico che nel corso di questi mesi non ha ritenuto di incontrarci, che sottende un pesante e pericoloso sgarbo istituzionale e che, soprattutto, svela il disegno dietro questo provvedimento: non si tratta di una riforma ma di una vera e propria contro riforma col solo obiettivo di smantellare il sistema camerale”. E' il giudizio duro di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sul provvedimento delle Camere di commercio varato ieri dal Consiglio dei ministri di attuazione della riforma Madia

Dal testo del decreto legislativo di riforma delle Camere di commercio, approvato ieri dal Consiglio dei ministri in secondo esame preliminare, proseguono Cgil Cisl e Uil di categoria, “si evince chiaramente come l'intento del governo non sia quello di riformare e rilanciare il sistema camerale, esigenza da noi condivisa, ma di dismetterlo. Un provvedimento che, nonostante i pareri offerti dalle commissioni e dagli enti interessati, si conferma sbagliato e che non determina alcuna prospettiva positiva non solo per i lavoratori coinvolti ma per i territori e il bisogno che in questi si rilanci lo sviluppo e la crescita”.

Quello di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl è “un giudizio netto e per questo rilanciamo la dura mobilitazione di tutto il personale delle Camere di commercio perché il decreto nei suoi prossimi passaggi cambi radicalmente. Il governo deve tornare sui suoi passi e recepire le proposte che abbiamo fatto, e che il Parlamento ha accolto, a partire dalle necessarie misure di salvaguardia dei livelli occupazionali”, concludono.

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