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Venerdì, 05 Febbraio 2016 19:41

UIL-FPL, CGIL-FP, CISL-FP: Polizia Locale: SIT-IN nazionale unitario IL 23 FEBBRAIO

Comunicato Stampa Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa

Roma, 28 gennaio 2016 - “La ministra Madia non nasconda l’incapacità del governo e trovi le risorse per un rinnovo dignitoso di contratti. Dopo sei anni di attesa e a sette mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale è inaccettabile rimpallare le responsabilità” Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Nicola Turco e Giovanni Torluccio, in merito alle recenti dichiarazioni della titolare del dicastero della Pubblica amministrazione, Marianna Madia.


“È noto a tutti che Cgil Cisl e Uil hanno già presentato una proposta unitaria per passare da dodici a quattro comparti, così come la piattaforma per i rinnovi. Su questo siamo mobilitati da mesi a fianco dei milioni di lavoratori pubblici abbandonati dal più grande datore di lavoro del Paese”.

“Vogliamo una pubblica amministrazione con più produttività, più innovazione organizzativa, più investimento nelle competenze”, proseguono. “A questo serve il rinnovo di contratto. Per questo abbiamo dato maggiore impulso alla nostra iniziativa dopo la sentenza della Corte che in agosto ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti. Siamo scesi in piazza in una grande manifestazione il 28 novembre per rivendicare un diritto sacrosanto, per i lavoratori e per i cittadini, quello di 'Contratto Subito'. Sostenere, in ragione di questo percorso, che sia il sindacato a frenare il rinnovo è paradossale”.

Per queste ragioni, aggiungono Dettori, Faverin, Torluccio e Turco, “se il messaggio risulta non essere ancora chiaro, sappia la ministra, che all'incontro all'Aran del 3 febbraio, sul tema riduzione dei comparti, andremo lì pronti ad un confronto no stop. Perché sia chiaro a tutti il fatto che il governo tenta di coprire l'inadeguatezza delle risorse per il rinnovo dei contratti cercando, con una manovra ardita, di attribuire a noi lo 'stallo' del confronto con l'Aran. Sui comparti abbiamo una proposta, che va semplicemente condivisa e sottoscritta. Poi niente più scuse, diretti al 'Contratto Subito'”, concludono.

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Comunicato stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl

Roma, 12 gennaio 2016 - “L'ipotesi di un taglio del personale delle Camere di commercio del 15%, ovvero circa mille lavoratrici e lavoratori, è inaccettabile. Si rischia per questa via l'ennesimo attacco al lavoro pubblico, tra una pesante riduzione delle risorse derivante dal taglio del diritto annuale e, come apprendiamo, una 'sforbiciata' rilevante del personale impiegato”. Ad affermarlo sono la Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito a indiscrezioni relative ad uno dei decreti delegati della riforma Madia.

Il solo criterio guida, proseguono i sindacati, “qui come in altre scelte che hanno caratterizzato le politiche relative al lavoro pubblico di questo governo, della riorganizzazione del sistema camerale sembrano essere i tagli, alle risorse e al personale. Replicando per questa via l'incertezza occupazionale, l'impoverimento dei servizi ai cittadini e il fragile equilibrio di bilancio che ha investito in questi anni il processo di riforma del sistema delle province”.

Cgil Cisl e Uil chiedono per questo al governo “di ritirare e smentire questa ipotesi nefasta per il sistema camerale, in netto contrasto con quanto previsto dalla delega, che di fatti garantiva 'il mantenimento dei livelli occupazionali'. Nel caso il decreto dovesse contenere queste indiscrezioni ci opporremo con tutti i mezzi, per evitare una complicazione irreversibile nei confronti di una delicata vertenza”, concludono. 

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Comunicato Stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa

Roma, 13 gennaio 2016 – “Scioperi a scacchiera e iniziative regionali e territoriali per il contratto e la riorganizzazione dei settori pubblici”, questa la decisione degli esecutivi unitari di oggi di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa che ha riunito le segreterie nazionali e i segretari regionali delle categorie.

Dopo la grande manifestazione di novembre e di fronte all’ennesimo passo falso del governo sulla legge di stabilità, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco - segretari generali delle federazioni del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil - rilanciano l’iniziativa: “Un contratto vero e investimenti nella formazione, nell'innovazione, nelle competenze per lo sviluppo del paese. Ma anche risoluzione delle vertenze territoriali, dove le ricadute di anni di cattiva gestione, continui tagli e soppressioni, immobilismo organizzativo hanno prodotto un drammatico abbassamento della qualità dei servizi alle comunità”.

“Sensibilizzeremo cittadini e imprese, e coinvolgeremo le istituzioni e gli amministratori locali attraverso un’agenda di mobilitazioni coordinate a livello nazionale, che riguarderà tutti i territori e le regioni. Quella per il contratto è una battaglia per riorganizzare sanità, legalità, sicurezza, welfare, servizi socio-assistenziali.. con meno costi e più qualità. Una battaglia che tiene insieme gli interessi di chi lavora al servizio delle comunità e di chi fruisce dei servizi”.

“Il Paese è bloccato. Servono strumenti e non proclami. Per questo porteremo domani agli esecutivi unitari delle confederazioni la proposta per un modello innovativo di relazioni sindacali anche per il pubblico impiego, che liberi la contrattazione e la renda volano dell’innovazione: professionalità, produttività, valutazione e investimenti nel capitale umano”.

“Non ci fermeremo finché lavoratori e cittadini non avranno le risposte che meritano. E metteremo in atto tutte le forme di pressione, con un fitto calendario di scioperi e mobilitazioni regionali e territoriali, per il rinnovo dei contratti e la dignità del lavoro pubblico”.C

La Polizia Locale, sia quella Municipale che Provinciale, da decenni lavora con un quadro normativo e regolamentare estremamente penalizzato se confrontato con le altre forze di polizia, rispetto al quale, oltretutto, il legislatore non perde occasione in ogni legge di stabilità per divaricare ulteriormente le distanze con le tutele riservate giustamente agli altri corpi impegnati sul versante della sicurezza.  

Le nostre organizzazioni da anni chiedono di giungere al pieno riconoscimento del ruolo esercitato dagli appartenenti ai Corpi di Polizia Locale nel fondamentale compito del controllo del territorio, nel cui ambito la Polizia Locale rappresenta una componente essenziale nell’attivazione delle politiche integrate per la sicurezza. Per tali ragioni segnaliamo ancora una volta e poniamo all’attenzione degli organi istituzionali le disparità di trattamento esistenti tra gli appartenenti a questo corpo e le altre forze di polizia. Le ragioni risiedono, sostanzialmente, nella mancata approvazione della nuova legge quadro che disciplina la polizia locale, risalente a 30 anni fa, e nell’incompiuta rivisitazione dell’art. 57 del codice di procedura penale che, allo stato dell’arte, non prevede l’estensione temporale per gli appartenenti al corpo della qualifica di polizia giudiziaria, al fine di ridefinire correttamente ruolo, compiti e funzioni della Polizia Locale. 
Discriminazioni che hanno superato il segno, ai limiti dell’illegittimità, con l’emanazione dell’art. 6 del Decreto legge 201/2011. Il legislatore, infatti, ha correttamente lasciato impregiudicati nei confronti del personale appartenente al Comparto Sicurezza, Difesa, Soccorso Pubblico e Vigili del Fuoco gli istituti dell’equo indennizzo e della causa di servizio in caso d’infortuni legati all’attività lavorativa ed allo svolgimento dei compiti d’istituto, estromettendo però il personale della polizia locale.


Non tenendo conto in questo caso, che la Polizia Locale, con il suo quotidiano lavoro, rappresenta spesso nei territori e nelle complesse realtà urbane caratterizzate da condizioni di accentuato degrado e disagio sociale, l’unico avamposto pubblico di tutela e difesa del cittadino, sopportando, nel fronteggiare le situazioni emergenziali le medesime difficoltà e i medesimi rischi che gravano sugli appartenenti alla Polizia di Stato o all’Arma dei Carabinieri.

Per questi motivi, abbiamo inviato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Pubblica Amministrazione, ai Presidenti della Conferenza delle Regioni e Anci e ai Gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, per denunciare la situazione di stallo assoluto nonché la discriminazione che continua ad essere messa in campo rispetto agli altri corpi di Polizia.

Inoltre occorre modificare l’ormai obsoleta legge 65/86 per:

  • renderla più rispondente al mutato quadro normativo e istituzionale, uniformando su tutto il territorio nazionale le condizioni operative della Polizia Locale;
  • garantire un giusto riconoscimento e valorizzazione del ruolo e delle funzioni della Polizia Locale;
  • assicurare il riconoscimento della specificità e peculiarità dei Corpi di Polizia Locale;
    • porre fine all’ingiusta discriminazione, che ha estromesso gli appartenenti ai Corpi di Polizia Locale dal riconoscimento della causa di servizio e dall’equo indennizzo;
    • garantire la tutela e l’equità dei riconoscimenti economici e delle condizioni di lavoro;
  • riaffermare e valorizzare la professionalità di una categoria che svolge un ruolo essenziale ed insostituibile all’interno delle città e sul territorio, garantendo ai cittadini servizi fondamentali sotto l’aspetto della prevenzione e delle politiche per la sicurezza.

Riteniamo fondamentale in tal senso avviare un percorso di sensibilizzazione e di confronto con i lavoratori del comparto, preordinato all’avvio di una mobilitazione capillare su tutto il territorio nazionale da far partire entro la metà di febbraio con una iniziativa nazionale - dinanzi a Montecitorio, per proseguire con iniziative territoriali davanti alle Prefetture nell’ambito del percorso di mobilitazione per il rinnovo del CCNL.

Seguiranno successive comunicazioni anche rispetto al percorso di mobilitazione.

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Lettera ai Gruppi Parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati 

Lettera al Governo

Lettera al Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e al Presidente dell’Anci Piero Fassino

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