INCONTRO CON LA DELEGAZIONE AIOP E ARIS

Mercoledì, 16 Dicembre 2015 00:00

Ieri, 15 dicembre, si sono svolti gli  incontri,  in mattinata con la delegazione trattante dell’Aiop e nel pomeriggio con la delegazione trattante dell’Aris, a seguito della nota inviata  dai segretari generali. In questa fase i tavoli negoziali resteranno separati, in particolare per volontà dell’Aiop che ha ricevuto un espresso mandato in tal senso dal Consiglio Nazionale.

Le nostre delegazioni hanno rappresentato alle rappresentanze di Aiop e Aris i seguenti argomenti:

-      la necessità di avviare il confronto per il rinnovo del contratto, tenendo conto delle situazioni pregresse;

-      l’opportunità di avviare un confronto congiunto con tutte le rappresentanze datoriali della Sanità privata per la definizione di regole che mettano fine alle gravi distorsioni del sistema ed in particolare al fenomeno deldumping salariale;

-    la nostra disponibilità a confrontarci sulla specificità del CCNL rivolto ai servizi assistenziali e RSA, ovviamente assicurando la tutela  dei diritti in godimento dei lavoratori.

Entrambi le delegazioni, pur rappresentando una diffusa situazione di difficoltà, hanno confermato la volontà di rinnovare il CCNL  dell’ospedalità privata.

In particolare la delegazione dell’Aiop ha evidenziato la possibilità di recuperare delle risorse pregresse ma non a titolo di arretrato, considerato che il rinnovo contrattuale non è stato siglato.

Su questo aspetto l’Aris ha illustrato una posizione più articolata da approfondire in seguito.

L’Aiop, inoltre, ha annunciato la volontà di avviare, in occasione della scadenza del CCNL RSA AIOP, un confronto con le nostre Federazioni, a cui siamo ovviamente interessati anche se in questo primo incontro non si è entrati nel merito.

Altro punto qualificante emerso è la volontà dell’ARIS di sottoscrivere l’accordo interconfederale sulla rappresentatività sindacale a cui l’Aiop già aderisce attraverso la firma di Confindustria.

Al termine dei due incontri abbiamo convenuto di fissare, dopo la pausa natalizia, delle date di incontro per entrare nel merito dei singoli argomenti.

Il nostro impegno è,  naturalmente quello di arrivare a questi incontri con una piattaforma condivisa.

Rottura al tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale Anaste applicato a circa 20mila addetti del comparto socio sanitario assistenziale. Inaccettabili per i sindacati di categoria Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uilfpl le proposte dell'associazione imprenditoriale che, si legge in un comunicato sindacale congiunto, "pretenderebbe, dopo otto anni di blocco del contratto, visto che è l'unica associazione che si è rifiutata di concordare il rinnovo 2010 - 2012, di fare impresa attraverso il netto peggioramento delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici" . Le distanze tra le parti si sono registrate sull'orario di lavoro, che Anaste propone di innalzare da 38 a 40 ore settimanali, sull'azzeramento dell'istituto contrattuale riferito ai Rol (permessi per riduzione orario di lavoro) e sul trattamento economico della malattia, dimezzata per il primo evento e non retribuita per i primi tre giorni dal secondo evento in poi. Irrisoria la proposta imprenditoriale sull'aumento economico di 29 euro complessivi.  "Anaste - precisano i sindacati - ha proposto un aumento di 59 euro mensili lordi cui aggiungere 10 euro di assistenza sanitaria integrativa e a cui detrarre 40 euro circa provenienti dall'azzeramento dei Rol". Proposte ben lontane dalle richieste sindacali, che nella piattaforma unitaria rivendicano un aumento economico di 110 euro e l'adeguamento del sistema di classificazione, l'estensione delle tutele, a partire da malattia, maternità, formazione, il rafforzamento delle relazioni sindacali, al fine di valorizzare le professioni e dare il giusto riconoscimento al lavoro degli operatori tutti: proposte che mirano ad unificare le condizioni di chi opera nel settore, e a contrastare il crescente dumping dovuto alla frammentazione contrattuale. 

"Dopo aver provato in diversi incontri a ricondurre Anaste nel percorso descritto nelle piattaforme, presentate lo scorso luglio a tutte le associazioni del settore, abbiamo respinto le richieste avanzate ribadendo la necessità che con il contratto nazionale si riconoscano i sacrifici fatti in questi anni dai lavoratori e si valorizzino le professionalità" hanno stigmatizzato le quattro sigle che hanno inviato richiesta di incontro al presidente della Conferenza Stato Regioni  Stefano Bonaccini, volto ad un intervento risolutivo teso a sbloccare la vertenza, complicata dalle criticità dei sistemi di accreditamento regionali. 

I sindacati di categoria hanno indetto lo stato di agitazione annunciando la proclamazione di una giornata di sciopero; si svolgeranno intanto sui luoghi lavoro le assemblee dei lavoratori con il coinvolgimento dell'utenza, della cittadinanza, e delle Pubbliche Amministrazioni.

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“Il Governo è passato dalle promesse ai fatti, stanziando nella manovra le risorse per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici delle Amministrazioni Centrali. Rimane il nodo delle risorse per il rinnovo dei  dipendenti degli Enti Locali e della Sanità, che devono essere reperite nei bilanci delle Regioni e degli enti Locali.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL  sul testo della manovra in discussione oggi al Senato.

“Bene anche l’ampliamento degli scaglioni di redditi nell’ordine di 600 euro l’anno relativi al bonus degli 80 euro senza il quale oltre 300.000 dipendenti pubblici, a fronte del miglioramento economico derivante dal rinnovo contrattuale, avrebbero rischiato la perdita del bonus stesso.-continua Librandi, che afferma “Chiediamo con urgenza alla Conferenza Stato-Regioni e all’ANCI di assicurare che le disponibilità stanziate per le amministrazioni centrali siano parimenti esigibili per i dipendenti delle Autonomie Locali e della Sanità. Ciò per permettere l’immediato avvio del confronto in sede Aran, anche per rilanciare fin dall’inizio del 2018 la contrattazione decentrata, implementando in maniera adeguata i meccanismi di alimentazione dei Fondi.

In tal senso, è indispensabile il recupero nel Fondo per la contrattazione decentrata dell’importo annuo della retribuzione individuale di anzianietà e degli assegni ad personam in godimento da parte del personale cessato dal servizio, ivi comprese le quote di turn over non utilizzate e l’incremento della parte stabile del Fondo a fronte dei processi di stabilizzazione da porre in essere sulla base di quanto previsto dal Decreto legislativo 75/2017.”

Infine-conclude Librandi-sul tema del precariato, chiederemo con forza di attivare concretamente i processi di stabilizzazione nei nostri settori, cercando in particolare di trovare soluzione per il personale della ricerca sanitaria, altamente specializzato, e precario, in alcuni casi, da oltre 20 anni.”

 

“Era solo propaganda, Ministro Bongiorno, o ha intenzione di convocarci con urgenza e dare avvio al percorso per il rinnovo dei contratti pubblici?”. È quanto affermano in una nota i Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, in merito a quanto previsto dalla manovra per il rinnovo dei contratti pubblici, nel ricordare che: “Più volte il ministro ha assicurato, nel corso di questi mesi, la sua ‘massima attenzione’ verso il rinnovo dei contratti pubblici e la sua intenzione di ‘spingere tantissimo’”. 


Dal documento programmatico di bilancio 2019, invece, aggiungono, “non si capisce il Governo cosa intenda, tra le misure previste per il pubblico impiego, per ‘risorse finalizzate alle assunzioni e alle code del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici’. Per noi le rivendicazioni sono chiare e le abbiamo già indicate al Ministro, ovvero la stabilizzazione dell’elemento perequativo, il finanziamento del nuovo sistema di classificazione e la valorizzazione professionale, il rinnovo dei contratti pubblici per il triennio 2019/2021. Queste le priorità sulle quali ci aspettiamo risposte certe e non più parole di semplice propaganda e sulle quali siamo pronti al confronto così come alla mobilitazione”.

Inoltre, proseguono i Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, “siamo noi che abbiamo segnalato al Ministro i numeri dell’emergenza occupazione, registrando anche qui tante parole ma pochi atti concreti. Se i concorsi non partono subito saremo costretti a chiudere servizi educativi, ospedali, uffici per i cittadini. Se si chiede efficienza ai servizi pubblici bisogna mettere in condizione le lavoratrici e i lavoratori di avere strumenti e dignità”, concludono.

“Da quello che è possibile leggere dalla pubblicazione della nota di aggiornamento del Def non vi è previsione, né quantificazione, delle risorse necessarie per rinnovare i contratti, finanziare le assunzioni e fare investimenti nell’innovazione delle pubbliche amministrazioni. Dal momento che il Ministro della Pubblica amministrazione e altri esponenti del Governo in queste settimane hanno dichiarato più volte che invece le risorse ci sarebbero state, chiediamo al Ministro Bongiorno di dar conto del perché non ve ne sia traccia nel Def e di avviare subito il confronto sulla Legge di Bilancio, come già chiesto da Cgil Cisl e Uil”. È quanto affermano in una nota i Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco.

 

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