La Polizia Locale, sia quella Municipale che Provinciale, da decenni lavora con un quadro normativo e regolamentare estremamente penalizzato se confrontato con le altre forze di polizia, rispetto al quale, oltretutto, il legislatore non perde occasione in ogni legge di stabilità per divaricare ulteriormente le distanze con le tutele riservate giustamente agli altri corpi impegnati sul versante della sicurezza.  

Le nostre organizzazioni da anni chiedono di giungere al pieno riconoscimento del ruolo esercitato dagli appartenenti ai Corpi di Polizia Locale nel fondamentale compito del controllo del territorio, nel cui ambito la Polizia Locale rappresenta una componente essenziale nell’attivazione delle politiche integrate per la sicurezza. Per tali ragioni segnaliamo ancora una volta e poniamo all’attenzione degli organi istituzionali le disparità di trattamento esistenti tra gli appartenenti a questo corpo e le altre forze di polizia. Le ragioni risiedono, sostanzialmente, nella mancata approvazione della nuova legge quadro che disciplina la polizia locale, risalente a 30 anni fa, e nell’incompiuta rivisitazione dell’art. 57 del codice di procedura penale che, allo stato dell’arte, non prevede l’estensione temporale per gli appartenenti al corpo della qualifica di polizia giudiziaria, al fine di ridefinire correttamente ruolo, compiti e funzioni della Polizia Locale. 
Discriminazioni che hanno superato il segno, ai limiti dell’illegittimità, con l’emanazione dell’art. 6 del Decreto legge 201/2011. Il legislatore, infatti, ha correttamente lasciato impregiudicati nei confronti del personale appartenente al Comparto Sicurezza, Difesa, Soccorso Pubblico e Vigili del Fuoco gli istituti dell’equo indennizzo e della causa di servizio in caso d’infortuni legati all’attività lavorativa ed allo svolgimento dei compiti d’istituto, estromettendo però il personale della polizia locale.


Non tenendo conto in questo caso, che la Polizia Locale, con il suo quotidiano lavoro, rappresenta spesso nei territori e nelle complesse realtà urbane caratterizzate da condizioni di accentuato degrado e disagio sociale, l’unico avamposto pubblico di tutela e difesa del cittadino, sopportando, nel fronteggiare le situazioni emergenziali le medesime difficoltà e i medesimi rischi che gravano sugli appartenenti alla Polizia di Stato o all’Arma dei Carabinieri.

Per questi motivi, abbiamo inviato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Pubblica Amministrazione, ai Presidenti della Conferenza delle Regioni e Anci e ai Gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, per denunciare la situazione di stallo assoluto nonché la discriminazione che continua ad essere messa in campo rispetto agli altri corpi di Polizia.

Inoltre occorre modificare l’ormai obsoleta legge 65/86 per:

  • renderla più rispondente al mutato quadro normativo e istituzionale, uniformando su tutto il territorio nazionale le condizioni operative della Polizia Locale;
  • garantire un giusto riconoscimento e valorizzazione del ruolo e delle funzioni della Polizia Locale;
  • assicurare il riconoscimento della specificità e peculiarità dei Corpi di Polizia Locale;
    • porre fine all’ingiusta discriminazione, che ha estromesso gli appartenenti ai Corpi di Polizia Locale dal riconoscimento della causa di servizio e dall’equo indennizzo;
    • garantire la tutela e l’equità dei riconoscimenti economici e delle condizioni di lavoro;
  • riaffermare e valorizzare la professionalità di una categoria che svolge un ruolo essenziale ed insostituibile all’interno delle città e sul territorio, garantendo ai cittadini servizi fondamentali sotto l’aspetto della prevenzione e delle politiche per la sicurezza.

Riteniamo fondamentale in tal senso avviare un percorso di sensibilizzazione e di confronto con i lavoratori del comparto, preordinato all’avvio di una mobilitazione capillare su tutto il territorio nazionale da far partire entro la metà di febbraio con una iniziativa nazionale - dinanzi a Montecitorio, per proseguire con iniziative territoriali davanti alle Prefetture nell’ambito del percorso di mobilitazione per il rinnovo del CCNL.

Seguiranno successive comunicazioni anche rispetto al percorso di mobilitazione.

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Lettera ai Gruppi Parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati 

Lettera al Governo

Lettera al Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e al Presidente dell’Anci Piero Fassino

* 'Ora basta, tutti in piazza!'. Dietro queste parole, (martedì 13 dicembre) gli operatori di Polizia locale di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sono scesi in piazza nei pressi del Senato in piazza delle Cinque lune a Roma, a partire dalle ore 13, “per rivendicare il riconoscimento di quanto, ogni giorno, svolgono a favore dei cittadini e per la sicurezza del territorio, nei grandi e piccoli comuni del paese”.
 
* Al centro della manifestazione, ha spiegato il Seg.Nazionale Uil Fpl Daniele Ilari, “la richiesta di un intervento immediato per il riconoscimento dell'equo indennizzo-causa di servizio” -  Tema affrontato e non risolto dalla legge di Stabilità. La richiesta che rinnoviamo al nuovo governo è di inserirlo nel prossimo provvedimento utile, a partire dal milleproroghe di fine anno. 
 
* Aperture e disponibilità a risolvere il problema dall'On.Fiano e On. Naccarato del PD 
 
* Anche gli operatori di Polizia locale come le altre forze dell'ordine rischiano ogni giorno sulla strada la salute e molte volte la loro vita” ha commentato il Seg.Gen. Uil Fpl Librandi “, inoltre vogliamo rivendicare, un intervento di modifica della ormai obsoleta legge 65/86, che regola il lavoro degli oltre 60mila operatori di Polizia locale. La mobilitazione  - conclude Librandi - proseguirà fino a quando governo e Parlamento non adotteranno le misure legislative, regolamentari e contrattuali necessarie”.
 
 
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