Roma, Mercoledi 24 Giugno 2015.

Sentenza politica quella espressa oggi dalla Consulta sul rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego.

Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Giovanni Torluccio.

Dichiarando che il blocco è illegittimo ma non per il passato, dimostra come la Consulta abbia preso questa decisione valutando soprattutto l’impatto economico che ne sarebbe scaturito, salvando il Governo Renzi dall’ennesima batosta dopo quella delle pensioni. Decisione per noi gravissima; ben 35 miliardi di euro sottratti alle tasche dei lavoratori che di fatto hanno falcidiato il loro potere di acquisto.

Dopo l’approvazione di ieri al Consiglio dei Ministri degli ultimi 5 decreti attuativi che completano  l’iter di riforma della Pubblica Amministrazione targato Madia, aspettiamo in tempi rapidi l’atto di indirizzo all’Aran con cui formalmente si apre la stagione contrattuale.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Nel frattempo, chiediamo al Ministro Madia si prosegua al più presto il confronto per emendare alcune parti del Testo Unico del Pubblico Impiego per noi essenziali, che devono trovare una piena soluzione, per recepire appieno lo spirito e gli obiettivi dell'intesa Governo-Sindacati del 30 Novembre2016.” continua Librandi, che aggiunge “ tra le questioni più importanti, un percorso chiaro di stabilizzazione dei precari, il rafforzamento del riconoscimento del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina del rapporto di lavoro pubblico, la valorizzazione dello sviluppo della retribuzione accessoria collegata all'innovazione organizzativa e allo sviluppo della qualità dei servizi a beneficio dei cittadini, la necessità di trovare criteri coerenti con la possibilità di assicurare la graduale introduzione di welfare contrattuale e di agevolazioni fiscali sulla retribuzione accessoria erogata tramite la contrattazione integrativa”.

“Sono mesi che la UIL-FPL ripete che i dipendenti pubblici che non svolgono onestamente il proprio lavoro devono essere mandati a casa. Ed i primi a sostenerlo sono gli stessi dipendenti pubblici che rappresentiamo. E’ giusto, dunque, sospendere i fannulloni e, se colpevoli, licenziarli, chiedendo conto anche ai dirigenti e ai politici che non hanno vigilato.
“Stiamo parlando di una sparuta minoranza-continua Torluccio- ogni giorno milioni di lavoratori pubblici dimostrano tra le corse di un ospedale, dentro le scuole, nelle strade, in enti pubblici l’amore per il proprio lavoro e per il proprio Paese, così come la grande responsabilità di lavorare per i cittadini, garantendo qualità ed efficienza dei servizi pubblici”.
“E’ giusto parlare di doveri, ma il Governo si è dimenticato dei diritti, che continuano ad essere calpestati. Sono 7 anni che i contratti non vengono rinnovati, 7 anni che medici e operatori sanitari si trovano a dover lavorare ore ed ore consecutivamente senza alcun riposo, mettendo a rischio la salute dei cittadini, bambini disabili costretti a rimanere sempre più a casa per la mancanza di fondi di sostegno scolastico.”
“E’ ora di dire basta ai falsi tentativi di riforma della PA, che altro non sono che attacchi frontali sempre e solo ai lavoratori pubblici-prosegue Torluccio- finte riforme che servono esclusivamente a distogliere l’attenzione su problemi scottanti che vanno dalla difficoltà della stessa maggioranza, all’aumento delle tasse, all’incapacità di tagliare i privilegi della stessa casta politica, ai rapporti tesi con l’Unione Europea.
“Il Governo, piuttosto, si sieda al tavolo e si confronti su come migliorare e premiare la produttività ed il merito dei dipendenti, di come incentivare i contratti decentrati, di come riorganizzare e svecchiare la macchina pubblica, sbloccando le assunzioni, di come mettere in rete tutte le banche dati a disposizione degli enti, di come razionalizzare senza tagliare linearmente. Queste sono le vere sfide-conclude Torluccio- che nessuna finta riforma degli ultimi anni è stata in grado di affrontare. Questo Governo, come i precedenti, se non peggio, continua a calpestare la dignità dei lavoratori, non rinnovando i contratti di lavoro e puntando il dito su sterili polemiche che mirano esclusivamente ad accaparrarsi le simpatie degli elettori.

Comunicato Stampa Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa

Roma, 28 gennaio 2016 - “La ministra Madia non nasconda l’incapacità del governo e trovi le risorse per un rinnovo dignitoso di contratti. Dopo sei anni di attesa e a sette mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale è inaccettabile rimpallare le responsabilità” Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Nicola Turco e Giovanni Torluccio, in merito alle recenti dichiarazioni della titolare del dicastero della Pubblica amministrazione, Marianna Madia.


“È noto a tutti che Cgil Cisl e Uil hanno già presentato una proposta unitaria per passare da dodici a quattro comparti, così come la piattaforma per i rinnovi. Su questo siamo mobilitati da mesi a fianco dei milioni di lavoratori pubblici abbandonati dal più grande datore di lavoro del Paese”.

“Vogliamo una pubblica amministrazione con più produttività, più innovazione organizzativa, più investimento nelle competenze”, proseguono. “A questo serve il rinnovo di contratto. Per questo abbiamo dato maggiore impulso alla nostra iniziativa dopo la sentenza della Corte che in agosto ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti. Siamo scesi in piazza in una grande manifestazione il 28 novembre per rivendicare un diritto sacrosanto, per i lavoratori e per i cittadini, quello di 'Contratto Subito'. Sostenere, in ragione di questo percorso, che sia il sindacato a frenare il rinnovo è paradossale”.

Per queste ragioni, aggiungono Dettori, Faverin, Torluccio e Turco, “se il messaggio risulta non essere ancora chiaro, sappia la ministra, che all'incontro all'Aran del 3 febbraio, sul tema riduzione dei comparti, andremo lì pronti ad un confronto no stop. Perché sia chiaro a tutti il fatto che il governo tenta di coprire l'inadeguatezza delle risorse per il rinnovo dei contratti cercando, con una manovra ardita, di attribuire a noi lo 'stallo' del confronto con l'Aran. Sui comparti abbiamo una proposta, che va semplicemente condivisa e sottoscritta. Poi niente più scuse, diretti al 'Contratto Subito'”, concludono.

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