Dai 1600 ai 1.800 euro netti in Francia, alle 2000 sterline minime (circa 2300 euro al mese) dell’Inghilterra, i 1900 netti della Germania, fino a toccare punte di 2500 euro medi netti in Svezia.

“Questi sono gli stipendi medi di ingresso degli infermieri nei principali Paesi europei. Gli infermieri e i medici italiani sono, tra i paesi sviluppati, i meno pagati. Con questo clamoroso ritardo, dobbiamo ancora andare in piazza a scioperare o manifestare: miopie politiche di austerità che negli ultimi anni hanno depauperato in maniera pericolosa la nostra sanità pubblica.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Non parliamo poi degli operatori socio-sanitari, degli infermieri, dei medici che lavorano nella sanità privata e nel terzo settore: in questi ambiti sfioriamo dei livelli salariali di indecenza. Negli ultimi venti anni, nessun Governo che si è alternato ha investito risorse sulla sanità: il Fondo Nazionale è sempre più esiguo, la contrattazione pubblica ed il turn over sono stati bloccati per quasi 10 anni, pochissime risorse destinate alla formazione e alla valorizzazione delle competenze, assenza di contrattazione integrativa che potesse premiare il merito e la professionalità” continua Michelangelo Librandi “bene l’apertura del Ministro Grillo sull’impegno all’aumento salariale dei lavoratori della sanità, ma le parole rimangono vane se poi ad esse non seguono i fatti”.

“Ci aspettiamo- conclude il Segretario- una convocazione da parte del Ministro Grillo e del Ministro Bongiorno- per discutere di una riforma organica dei settori pubblici, per avviare congiuntamente un Piano straordinario di assunzioni nel Pubblico Impiego, per concordare un sistema di premialità con criteri oggettivi e condivisi, per ridefinire la classificazione del personale rimasta ancora incompiuta dopo la firma del rinnovo contrattuale 2016-2018 e per far ripartire il tavolo della contrattazione per il triennio 2019-2021.”

Mesi fa avevamo annunciato che i continui rinvii sui tagli in sanità erano solo un diversivo per arrivare al voto senza problemi. L’intesa che sancisce la riduzione di 2,352 miliardi di euro del fondo sanitario a decorrere dal 2015 ha ricevuto il via libera dai Governatori.

Lo dichiara in una nota il Segr.Generale UIL FPL Giovanni Torluccio

Nonostante le contenute dimensioni della spesa sanitaria (in rapporto al Pil e in valore assoluto), il Ssn è stato sottoposto negli ultimi anni a notevoli restrizioni (finanziarie, di personale, tecnologiche e strutturali), soprattutto nelle regioni sottoposte a Piano di Rientro, che hanno contribuito a contenere la spesa ma che stanno producendo effetti preoccupanti sulla capacità di erogare i servizi e sul funzionamento stesso contribuendo ad alimentare le importanti disomogeneità presenti tra le varie Regioni e di conseguenza l’equità del sistema.

Comunicato stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl

Mobilitazione contro la disdetta unilaterale del contratto: no a sacrifici solo per lavoratori, aprire subito il confronto

Roma, 10 dicembre 2015 – “Domani le lavoratrici e i lavoratori della Fondazione Don Gnocchi incroceranno le braccia per dire no alla disdetta unilaterale del contratto e per tutelare lavoro e prestazioni sanitarie ai cittadini”. Ad annunciarlo in una nota Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Fpl dopo che la Fondazione ha vanificato ogni sforzo di conciliazione, confermando anche al tavolo del Ministero del Lavoro l’intenzione di recedere dal contratto nazionale.

Lo sciopero si articolerà nell’intera giornata o turno di lavoro e saranno garantiti i servizi minimi essenziali. Manifestazioni sono previste nelle nove regioni dove la Fondazione Don Gnocchi è presente. A Potenza, in Basilicata, manifestazione presso la sede della Regione; in Campania, a Salerno davanti alla sede della Don Gnocchi e ad Avellino presidio presso la sede della Onlus di Sant'Angelo dei Lombardi e davanti alla Prefettura; in Emilia Romagna, a Parma, presidio davanti alla struttura e poi nei pressi della Prefettura; nel Lazio si manifesta a Roma in piazza di Ponte Milvio; in Liguria, a Sarzana (La Spezia) manifestazione davanti alla Don Gnocchi; nelle Marche, ad Ancona, manifestazione presso la sede della Regione; in Lombardia a Milano la manifestazione è convocata presso la sede della Regione e a Pavia presso la struttura; a Torino, in Piemonte, manifestazione davanti alla Prefettura; in Toscana, due appuntamenti: a Firenze si manifesta alla Don Gnocchi, mentre a Massa Carrara davanti alla Prefettura.

I lavoratori, supportati anche dalla solidarietà internazionale della Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici (Epsu), portano dunque alle estreme conseguenze la mobilitazione in atto da mesi contro “la posizione inaccettabile della Fondazione Don Gnocchi, anche alla luce dei pesanti sacrifici sostenuti in questi anni dai professionisti e dipendenti delle strutture. Non si può continuare a fare cassa sulle spalle di chi lavora”.

“No alla disdetta del contratto e no a scelte unilaterali: i diritti e le tutele degli operatori sanitari della Fondazione vanno tutelati”, affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. “In questi due anni  - proseguono - i lavoratori hanno, con grande fatica e responsabilità, rispettato un accordo temporaneo di crisi per dare risposte allo stato della Don Gnocchi e per tutelare e garantire i pazienti e offrire loro cure ed assistenza adeguate. È arrivato il momento di dire basta a sacrifici che gravano solo sui lavoratori, la via di una competizione al ribasso sul costo del lavoro non è la soluzione. Serve ritirare la disdetta del contratto e aprire subito un confronto serio e rispettoso della dignità e della professionalità di chi lavora con competenza e impegno al servizio delle persone”, concludono.

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Comunicato stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl

Mobilitazione continuerà fino a garanzia diritti dei lavoratori

Roma, 11 dicembre - “Un risultato straordinario, i lavoratori della fondazione Don Gnocchi hanno reagito compattamente allo sciopero indetto per oggi contro la disdetta unilaterale del contratto nazionale di lavoro”. È quanto affermano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito alla giornata di sciopero indetta per oggi dai lavoratori della Onlus Don Gnocchi contro la disdetta del contratto.

“In tutti i presidi della Fonazione presenti in nove regioni - fanno sapere Cgil, Cisl e Uil - il dato di astensione dal lavoro, ancora provvisorio, è stato in molte strutture superiore all’80%. Altissima l’adesione in Lombardia, nel Lazio, in Liguria ed Emilia-Romagna, così come nelle Marche, in  Campania, Toscana, Piemonte e Basilicata. Il tutto avvenuto nella massima garanzia dei servizi minimi garantiti ai pazienti”.

Inoltre, precisano i sindacati, “in quasi tutte le iniziative territoriali, delegazioni di lavoratrici e lavoratori della Don Gnocchi sono state ricevuti da prefetti, assessori e sindaci. Alle istituzioni i lavoratori hanno rappresentato la gravità della scelta unilaterale della fondazione che punta a dividere le condizioni dei lavoratori, tra nuovi e vecchi assunti, e, allo stesso tempo, la necessità di esercitare un rigoroso controllo su tutti gli accreditamenti, al fine di garantire qualità delle prestazioni e qualità del lavoro, a partire dal rispetto dei diritti dei lavoratori. La mobilitazione - concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - continuerà e saranno attivate tutte le forme di pressione per risolvere la vertenza nell'interesse di operatori e cittadini””.

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“Buon accordo per i collaboratori che svolgono attività di ricerca”

Roma, 30 dicembre - Regolamentare i contratti individuali per i collaboratori che svolgono attività di ricerca all'interno di strutture sanitarie private. È quanto prevede, in estrema sintesi, l'accordo sottoscritto oggi tra Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e la controparte Aris, l'associazione religiosa istituti socio-sanitari, per i collaboratori degli enti di ricerca privati, per gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto privato e per le strutture sanitarie private che svolgono attività di ricerca.

“Si tratta - spiegano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio - del primo accordo di categoria che regolamenta i contratti individuali per i collaboratori che svolgono attività di ricerca e che, nel merito, definisce precisamente quando si può ricorrere all’attivazione del contratto di collaborazione”. Un punto, quest'ultimo, che secondo i tre dirigenti sindacali determina come, “nel caso di un utilizzo improprio, il rapporto di lavoro si trasformi da 'collaborazione' a rapporto di lavoro dipendente subordinato. A questo scopo è stata istituita una commissione paritetica che monitorerà l’applicazione dell’intera intesa”.

Secondo Dettori, Faverin e Torluccio “il valore dell’intesa risiede anche nell’estensione, regolamentata da un accordo nazionale, di diritti già riconosciuti ai lavoratori dipendenti, così come per la prima volta per questa categoria si riconoscono e regolamentano i diritti sindacali: la bacheca, l’assemblea e il diritto all’informazione vengono infatti espressamente regolati”. Tra le altre cose previste dall'accordo, inoltre, “il riconoscimento del diritto di precedenza, in linea con quanto avviene per i tempi determinati, nel caso in cui i collaboratori abbiano già prestato la loro attività per almeno sei mesi nel corso degli ultimi nove”. Diversi elementi, quindi, che fanno dell'intesa sottoscritta oggi, “un buon accordo per migliorare le condizioni di lavoro pubblici”, concludono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

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