Il rinnovo del contratto per tutti i dipendenti pubblici sta diventando, erroneamente, oggetto di campagna elettorale”così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.  “La sottoscrizione del CCNL dei dipendenti pubblici è frutto di un lungo percorso durato anni: abbiamo dovuto superare la Legge Brunetta, ridurre i comparti da 11 a 4 e riavviare un confronto con il Governo, da anni incapace di dialogare con le parti sociali per tutelare gli interessi e i diritti dei lavoratori, per coniugare il merito e i bisogni, per ammodernare le relazioni sindacali e il ruolo del sindacato quale interlocutore legittimo riconosciuto dalla Costituzione.

“Non ci interessano i siparietti da campagna elettorale di chi sostiene che il rinnovo sia una mancia pre-elettorale: il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici è un atto dovuto, dopo 9 anni di attesa, blocco del turn over e dialogo sociale assente.”-prosegue il Segretario, che afferma “il rinnovo è triennale ( 2016-2017-208) e abbiamo potuto chiudere la partita solo con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio.”

“Adesso-prosegue il sindacalista- chiediamo con forza la chiusura in tempi rapidi e certi dei contratti di tutti i dipendenti pubblici, da quelli della sanità a coloro che lavorano nelle Autonomie Locali. Le risorse ci sono: le Regioni e i Comuni inviino all’Aran l’integrazione del loro atto di indirizzo per arrivare velocemente alla sottoscrizione del CCNL”.

“Non daremo tutte le risposte normative ed economiche ai lavoratori –conclude Librandi-con la chiusura di questa tornata contrattuale, ma fin da adesso stiamo già predisponendo la nuova piattaforma contrattuale per il 2019, che siamo sicuri, potrà essere in grado di soddisfare a pieno gli interessi e difendere i diritti di ogni lavoratore”.

“Abbiamo già sollecitato, insieme a CGIL-FP e CISL-FP, il Presidente dell’ARAN ad istituire la Commissione paritetica, prevista all’art.11 del Contratto delle Funzioni Locali e all’art. 12 del Contratto della Sanità, per la riclassificazione del personale di entrambi i comparti” così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“La Commissione doveva essere istituita entro 30 giorni dalla sottoscrizione definitiva del Contratto e doveva finire i suoi lavori entro il mese di Luglio. Ad oggi non è pervenuta alcuna convocazione: diffidiamo ulteriormente l’ARAN ed invitiamo il Governo, ed in particolare il nuovo Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, a prendere una posizione chiara e a sollecitare la convocazione” afferma Librandi, che conclude “gli impegni sottoscritti, dopo anni di lotta, devono essere rispettati: aspettiamo in tempi rapidi la convocazione della Commissione per affrontare alcuni nodi rimasti irrisolti prima di avviare il tavolo per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021”.

“Bene sulla riapertura del tavolo di confronto e sulla volontà di agevolare i dipendenti pubblici che volessero usufruire di questa possibilità . Ma bisogna sciogliere importanti nodi iniqui”. Così Giovanni Torluccio, Segretario Generale della UIL-FPL.

Chi deciderà di andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto all'età di vecchiaia dovrà restituire una rata mensile pari a circa il 20% sul trattamento lordo complessivo. Il calcolo arriva dal Servizio Politiche Previdenziali della Uil sulla base di un tasso di interesse fisso al 3%. In pratica con una pensione media di 1.000 euro si dovrà pagare una rata di 199 euro al mese per 13 mensilità per 20 anni (il prestito erogato sarebbe infatti di 39.000 euro). Con una pensione di 2.500 euro netti e un tasso di interesse al 3% la rata sarebbe di 499,10 euro al mese, in pratica il 20% dell'assegno originario (il prestito infatti ammonterebbe a 97.500 euro). Se si guarda alla pensione lorda il taglio per l'anticipo di tre anni dovrebbe essere intorno al 15%.

“Il colmo è che più la pensione è bassa, più aumenta, in proporzione  l’entità della rata mensile da restituire-afferma Torluccio, che conclude- il costo di questa operazione non può ricadere sulle spalle dei lavoratori, ed in particolar modo di coloro che percepiscono pensioni vicine alla soglia minima”. 

Roma,30 Novembre 2015

Riscontriamo un silenzio assordante del Governo Renzi sulla grande manifestazione di sabato 28 Novembre 2015, che ha visto la partecipazione di oltre 50.000 dipendenti pubblici, provenienti da tutta Italia, per gridare tutto il proprio sdegno contro chi, dopo 6 anni di blocco dei contratti, si è presentato con una proposta di 5 euro di aumento mensile. Un vero e proprio insulto nei confronti di oltre 3 milioni di lavoratori, segno dell’arroganza di questo Governo che riteniamo il peggior datore di lavoro  in circolazione.

Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio.

Ormai è chiaro come questo Governo sia contro i lavoratori, per questo, se non ci saranno risposte entro breve, l’unica forma di lotta che prevediamo – conclude Torluccio- è lo sciopero, prospettando anche occupazioni di sedi istituzionali.

Scarica il Comunicato

La Uil considera positivamente la disponibilità del Governo a stanziare nel DEF la copertura delle somme per i rinnovi contrattuali nel settore pubblico, se il Consiglio dei Ministri di oggi confermasse tale disponibilità.Tale scelta, ancora una volta, testimonia l’importanza dell’accordo del 30 novembre voluto e firmato da Uil, Cisl, Cgil e Governo proprio sui contratti e sulle modifiche normative da inserire nel Testo Unico per ripristinare la contrattazione, sia nazionale sia di secondo livello, liberandola dai vincoli legislativi e ripristinando le relazioni sindacali.Quell’accordo è stato rispettato dal Governo in alcune parti con i provvedimenti presi, anche se ancora sul Testo Unico, abbiamo proposto in Parlamento, nelle varie audizioni, di emendarlo per il rispetto pieno dell’Accordo e chiediamo alla Ministra Madia di convocare una riunione per discutere e confrontare le nostre proposte di emendamento, nel rispetto dell’accordo stesso. Adesso si faccia immediatamente la direttiva per avviare formalmente le trattative all’Aran e sottoscrivere anche per i lavoratori pubblici, come per gli altri settori produttivi, i rinnovi contrattuali.

Pagina 2 di 2