Possono definirsi Casta i lavoratori del Pubblico Impiego?

25 Febbraio 2015
Pubblicato in Comunicati stampa Etichettato sotto

Ringrazio i migliaia di lavoratori che hanno deciso di metterci la faccia a supporto della nostra organizzazione

in questa competizione elettorale che deve restituire dignità al paese.
E quanto dichiara il Segretario Generale Uil Fpl Giovanni Torluccio nel suo intervento alla manifestazione organizzata sabato 14 Febbraio 2014, dalla Uil Confederale insieme alle Segreterie Nazionali di UIL FPL, UILPA, UIL RUA e UIL SCUOLA, presso l’Auditorium Antonianum di Roma, in occasione rinnovo delle RSU nei comparti del Pubblico Impiego.
Ed ancora: “Quello che è accaduto a Catania alla bambina deceduta perché non si è trovato un posto dove ricoverarla dimostra la gravità in cui riversa la sanità. Ma ancora una volta siamo sicuri che le colpe ricadranno su infermieri e medici mentre una sola parola non verrà detta contro questa politica colpevole di aver ridotto questi servizi attraverso riduzione posti letto, blocco del turn over e spending review.
Oppure citiamo Venezia con nostri molti colleghi costretti ad occupare il municipio perché non è stato presentato il “Salva Venezia” nel mille proroghe con le ovvie ripercussioni che ci saranno sui lavoratori e sui cittadini di questa splendida città lagunare.
Spesso - prosegue Torluccio - ci sentiamo accusare di difendere la Casta del Pubblico impiego. Dei lavoratori che non hanno il rinnovo del contratto da oltre 4 anni, che stanno subendo una decurtazione del salario accessorio su una busta paga di poco superiore a 1.200 euro, possono definirsi casta? Vorremmo far capire – prosegue Torluccio – che mettere in discussione un posto di lavoro di un infermiere, di un dipendente comunale, provinciale, regionale, e cosi via, significa mettere in discussione un pezzo di servizio che viene offerto ai cittadini.
“E’vero, ci sono gli sprechi nel pubblico impiego, ma di chi è la colpa se esistono ad oggi ancora 30.000 stazioni appaltanti? Dei lavoratori o di chi ha deciso di mantenere in piedi questo carrozzone per i propri interessi. Noi, -conclude Torluccio - quale sindacato laico e riformista continuiamo nella nostra strada, per tutelare i lavoratori e dare risposte ai cittadini attraverso la lotta volta a migliorare i servizi.

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