Sanità privata.Librandi/Proietti (UIL): la misura è colmacontratto subito.

15 Settembre 2020
Pubblicato in Comunicati stampa

"I lavoratori e le lavoratrici della sanità privata, professionisti che in questi mesi hanno svolto il proprio lavoro con profondo senso di responsabilità, mettendo a rischio la propria vita e quella dei loro cari, sono in attesa di un rinnovo contrattuale dal 2006, ben 14 anni.La misura è veramente colma" così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della Uil-Fpl e Domenico Proietti, Segretario Confederale della UIL.

"Dopo 3 anni di trattative e dopo che Aris e Aiop, in maniera vergognosa, si sono tirati indietro a un passo dalla firma contrattuale definitiva, abbiamo deciso che l'unica via da intraprendere era dichiarare sciopero generale"-affermano i sindacalisti, che continuano " le imprese che si occupano di sanità privata in questi anni hanno fatto fior fior di profitti con soldi pubblici, continuando a sfruttare i loro lavoratori.
Non è bastato il fatto che molte Regioni abbiamo rivalutato a rialzo, negli anni, le tariffe, e ipervalutato quelle covid, sia per i pazienti in terapia intensiva che per i pazienti non bisognosi, non sono bastate le fette sempre più crescenti di bilanci regionali da destinare alle imprese della sanità privata.Non è bastato il rifiuto a riconoscere la professionalità dei lavoratori, negando loro i premi Covid previsti dalle stesse Regioni, ma addirittura pretendono che gli aumenti contrattuali siano pagati per intero dalle Regioni!Siamo al colmo"! proseguono e concludono "E' arrivato il momento, non più rinviabile, che la politica tutta, quindi sia al livello centrale che le stesse Regioni, ricontrattino gli accreditamenti solo alle strutture e alle Associazioni Datoriali che firmano i rinnovi contrattuali dei loro dipendenti, senza più alcun tipo di tentennamento."
"Lasciar gestire i servizi pubblici ad imprese che non mostrano alcun tipo di etica e moralità rappresenta una mancanza totale di responsabilità e rispetto sia per i lavoratori che per gli stessi cittadini che, con le loro tasse, finanziano i servizi di cui usufruiscono. Non possiamo più aspettare: mercoledì 16 settembre sara' sciopero generale in tutta Italia. Continueremo ad oltranza se non ci saranno date risposte veloci e concrete."

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