P.A.Librandi (UIL-FPL): Lo smart working va regolamentato e le risorse per i rinnovi sono insufficienti

20 Ottobre 2020
Pubblicato in Comunicati stampa

"Bene la volontà di agevolare lo smart working per i dipendenti pubblici fino ad arrivare ad un 75%, ma stiamo aspettando da mesi una chiara regolamentazione di questo strumento, che deve essere garantito fino alla fine dell'emergenza sanitaria.Cosi' Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

"L'allargamento dello smart working nella pubblica amministrazione è superficiale, senza regole nè criteri di scelta: non ci sono ragionamenti sui servizi da erogare nè sui diritti dei lavoratori. E poi, se le cose non funzioneranno, come al solito, diranno che il problema sono i dipendenti pubblici fannulloni" prosegue il Segretario, che afferma "i dipendenti pubblici in questi mesi hanno dimostrato di essere l'ossatura del Paese, mostrando la loro competenza, impegno e professionalità nelle corsie degli ospedali, nelle strade per garantire la sicurezza dei cittadini, nelle scuole, negli uffici dei servizi socio-assistenziali e sono stufi di continuare ad essere l'ultima ruota del carro.Sono mesi che abbiamo mandato al Governo la piattaforma per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, scaduti da oltre due anni, ma non ci è stata data alcuna risposta, se non delle cifre irrisorie nella Legge di Bilancio che non sono assolutamente sufficienti né per il rinnovo né tantomeno per il sistema di classificazione del personale, così come per la riqualificazione e valorizzazione dei lavoratori" afferma Librandi, che conclude "sappiamo perfettamente che siamo di fronte a una pandemia senza precedenti, ma pensiamo di aver già dimostrato la nostra responsabilità in tutti questi mesi, senza esserci risparmiati: adesso spetta al Governo investire sulla Pubblica Amministazione per garantire più diritti, più welfare e più servizi".

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