“Il Governo non si può più nascondere dietro inutili scuse. Dopo la firma per la nuova ridefinizione dei comparti nella Pubblica Amministrazione, il Ministro Madia e tutto il Governo non hanno più alibi. Devono immediatamente convocarci per riaprire le trattative sul rinnovo dei contratti ad oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, in attesa da oltre 7 anni.”Così Giovanni Torluccio, dopo il lungo incontro tra ieri e oggi tra ARAN e sindacati.

“Abbiamo concordato con il Governo la riduzione dei comparti da 12 a 4 per semplificare il sistema contrattuale e la rappresentanza,  ma ora è il loro turno. Capiamo che il Governo adesso ha pesanti grane a cui pensare, ma non arretreremo di mezzo passo: abbiamo chiesto fin da subito un tavolo per rinnovare il contratto, per ammodernare la pubblica amministrazione, renderla più semplice e fruibile, al servizio dei cittadini”-continua Torluccio, che afferma “ i 300 milioni stanziati nella legge di stabilità sono uno schiaffo in faccia alla dignità di milioni di dipendenti che lavorano tutto il giorno a testa bassa con lo stesso stipendio di 7 anni fa.”

“Adesso –conclude Torluccio- vogliamo l’affermazione dei nostri diritti, un contratto equo, premi di produttività con criteri più selettivi ed obiettivi, una macchina pubblica in grado di dare risposte certe e celeri”.

Cgil Cisl Uil: “Subito rinnovo con più competenze, innovazione e produttività. Servono servizi pubblici più avanzati per far correre il Paese”

“Competenze, innovazione, produttività” la mobilitazione dei lavoratori pubblici per un rinnovo di contratto che tarda ormai da quasi sette anni riparte dai territori e da una proposta innovativa per rilanciare i servizi pubblici come volano della crescita del Paese. Si inizia oggi con lo sciopero del pubblico impiego in Lombardia e si proseguirà, secondo un fitto calendario di iniziative che riguarderà tutte le regioni italiani, fino alla fine di maggio.

“Dopo la firma dell’intesa sui quattro comparti, il governo non ha più scuse per tenere illegittimamente bloccata la contrattazione. E deve trovare le risorse per i nuovi contratti”, è l’attacco di Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa -, che rincarano: “Anche governatori e amministratori locali devono fare la loro parte. Per riorganizzare e riqualificare i servizi pubblici locali bisogna uscire dalla logica di tagli, blocchi e ridimensionamenti. Serve un percorso nuovo che coinvolga lavoratori e cittadini, che metta al centro le persone e non le leggi, che rilanci i servizi pubblici alle comunità locali. Un percorso di investimenti per liberare l’energia al servizio del paese. Iniziando dal rinnovo dei contratti”.

“La nostra non è solo un’altra mobilitazione per il pubblico impiego”, spiegano i quattro segretari. “La nostra è una proposta che parte dal basso, dove le amministrazioni pubbliche incontrano la realtà quotidiana delle comunità e si confrontano con l’evolvere dei bisogni delle persone. È da lì che si deve iniziare per disegnare nuovi modelli organizzativi, valorizzare le competenze, valutare il lavoro degli enti in base a criteri e obiettivi condivisi, ridistribuire a lavoratori e cittadini i frutti dell’impegno costante a migliorare”.

“Attraverso una mobilitazione sul territorio, allargando gli spazi della partecipazione, vogliamo riconoscere un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori e garantire servizi migliori ai cittadini e alle imprese, contro la disorganizzazione scientifica e i vecchi schemi gerarchici. Meno tasse, più qualità di vita, di salute, più sicurezza e benessere sui posti di lavoro per la crescita delle persone e del paese”.

“Vogliamo una contrattazione più forte anche a livello decentrato, dove occorre confrontarsi sugli aspetti specifici dell’organizzazione del lavoro, per razionalizzare la macchina amministrativa, recuperare la spesa improduttiva e trovare risorse da investire in qualità dei servizi pubblici, che vuol dire sanità, previdenza, assistenza, prevenzione, sicurezza, servizi all’occupazione e allo sviluppo... Ecco perché incalzeremo governo e politica locale con un’azione capillare e un’idea chiara: contratto subito”. 

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Cresce la mobilitazione dei lavoratori per contratto e riorganizzazione dei servizi alle comunità

“Tagli passati, tagli presenti e tagli futuri. Nel documento di economia e finanza non solo non c'è previsione alcuna sui contratti del pubblico ma, soprattutto, emerge con estrema chiarezza che il conto dei due mancati rinnovi è stato pagato tutto dalle famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici”. Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, in una nota attaccano duramente il Def del governo, in cui “la tanto sbandierata flessibilità conquistata in Europa, che l’esecutivo rivendica per 'aver fatto i compiti', si traduce a tutti gli effetti in tagli ai salari, alla formazione, alle assunzioni, agli investimenti nei servizi a cittadini e imprese”.

“La spending review selettiva non è stata altro che blocco della contrattazione nazionale e integrativa, blocco delle progressioni economiche e blocco del turn-over”, rincarano le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil. “E per di più, nello stesso momento in cui il governo parla di aumentare la produttività in azienda, nega al settore pubblico anche la detassazione dei premi che servono a dare più salute, più sicurezza, più sostegno e meno costi alle comunità. E’ un segnale da commissario liquidatore e non certo da datore di lavoro della più grande azienda italiana”.

Per i rappresentanti dei lavoratori, inoltre, “I tagli lineari di questi anni, che sono andati ben oltre quelli previsti, si sono abbattuti sul lavoro pubblico, cancellando ogni possibilità di far crescere le competenze, l'innovazione, l’organizzazione e la qualità dei servizi. Ecco perché continuiamo con più forza la nostra protesta: perché abbiamo una proposta vera per rinnovare e riorganizzare la Pa, a partire dal contratto, e per far ripartire lo sviluppo, i consumi, gli investimenti di cui il Paese ha bisogno”.

“Dopo l'accordo all'Aran con cui abbiamo ridotto i comparti, il governo non ha più alibi”, concludono Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa. “Siamo in campo con una mobilitazione che dal grande sciopero della Lombardia di giovedì scorso arriverà in tutti i territori. Lavoratori pubblici e cittadini per dire al governo: cambia verso o cambia mestiere”.

Firmato il CCNL FICEI 2016/2018

Mercoledì, 30 Novembre 2016 00:00

Si è svolto in data 29 novembre 2016, presso la sede di FICEI, l’incontro per la definizione del CCNL 2016-2018 dei Consorzi ed Enti di Sviluppo Industriale. Dopo un lungo ed esauriente confronto le parti hanno sottoscritto il rinnovo contrattuale in oggetto.

Si tratta di un risultato importante dal punto di vista normativo, poiché pur mantenendo  inalterato l’impianto complessivo del CCNL 2012 -2015, si è proceduto alla regolamentazione  delle varie tipologie contrattuali flessibili inerenti il rapporto di lavoro, alla luce della disciplina di riordino introdotta con il Jobs act, ottenendo condizioni di miglior favore ed introducendo elementi innovativi sul tema delle unioni civili, la tutela delle pari opportunità, la violenza di genere,  la tutela e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Altrettanto rilevante dal punto di vista economico, in quanto gli incrementi economici sono pari al 4% della retribuzione mensile con un rafforzamento della contrattazione di secondo livello attraverso l’incremento dell’elemento di garanzia retributiva pari a 40 euro mensili , a decorrere dal 1 gennaio 2016, nelle realtà dove non si svolge contrattazione aziendale al fine di diffonderla e renderla esigibile in tutti gli enti.

Va sottolineato che la realtà dei consorzi industriali con la sua attività a sostegno degli insediamenti industriali, la programmazione e la realizzazione di reti infrastrutturali, malgrado la situazione di grave crisi economica che sta attraversando il paese e che inevitabilmente si ripercuote anche sui consorzi, rappresenta  un elemento di attrazione per le aziende e  può e deve rappresentare un elemento propulsore per lo sviluppo e la creazione di nuova occupazione.

Questi i punti principali dell’Intesa:

  • Il CCNL ha decorrenza 01/01/2016-31/12/2018 con durata triennale sia per la parte normativa che economica.
  • Gli incrementi economici, con un aumento a regime pari ad euro 85,65 calcolato  sul livello B2 e da riparametrare sui vari livelli (da euro 67,90 in A1 a 113,53 in C2) saranno corrisposti con le seguenti modalità e decorrenze:
  • Le indennità di rischio, di cassa e di trasferta sono ricalcolate a far data dal 1/1/2016 come da CCNL allegato.
  • Viene rafforzata la contrattazione di secondo livello con l’introduzione di un elemento di garanzia retributiva, in assenza di contrattazione aziendale, pari a 40 euro mensili.
  • Viene alimentato un Fondo presso la Ficei, attraverso il versamento, da parte dei Consorzi, di un contributo annuale pari allo 0,5% lordo dello stipendio annuale di ogni dipendente, che d’intesa con le OO.SS. provvederà all’organizzazione delle attività formative, prevedendo almeno 20 ore l’anno per la formazione professionale di ogni dipendente.
  • Viene inoltre istituita una Commissione tecnica a livello nazionale,  con lo scopo di approfondire il tema dei criteri per l’attivazione dei percorsi di carriera, la valorizzazione  e la qualificazione delle esperienze professionali.

In allegato vi è la tabella  dettagliata sugli aumenti contrattuali parametrati sui vari livelli.

Riteniamo utile, infine, al fine della tenuta di assemblee informative in merito alla sottoscrizione del contratto, allegare una nota con l’elenco dei consorzi industriali ubicati sul territorio nazionale, precisando che per quanto riguarda la Regione Abruzzo, con legge regionale 23 del 29/7/2011, si è costituita l’Arap, agenzia regionale per le attività produttive e per quanto riguarda la Sicilia, con Legge Reg.le n. 8 del 12/1/2012, si è proceduto alla costituzione dell’Irsap-Ist. Reg.le per le attività produttive.

Scarica il CCNL FICEI  2016-2018

Scarica la Tabelle Incrementi retributivi 2016-2018

 

Se ci sono le condizioni economiche e normative per riaprire la stagione contrattuale per il settore pubblico noi siamo disponibili a trovare un accordo che la possa realizzare in concreto.

La Ministra Madia ha fatto delle aperture nel question time al Senato, la Uil è pronta ad accogliere l’invito della Ministra e a concordare un testo che faccia, finalmente, dopo 7 anni, avviare i rinnovi per tutti i settori del pubblico impiego, anche accettando la sfida dell’innovazione.

Si faccia presto perché i lavoratori hanno già aspettato troppo!

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