“Per scongiurare gli effetti del Jobs Act sui precari della ricerca sanitaria bene l’incontro dei Ministri Madia e Lorenzin con i Direttori scientifici degli IRCCS, ma non dimentichiamo i ricercatori precari degli Istituti Zooprofilattici che si trovano nella stessa condizione.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Per gli uni e per gli altri parliamo di personale altamente qualificato, che contribuisce in modo fondamentale all’eccellenza della ricerca sanitaria italiana e  che lavora con contratti co.co.co, borse di studio, partite Iva. Personale che è sempre stato tenuto fuori dai percorsi di stabilizzazione e che dal 2018 rischia di perdere anche il lavoro precario.”-continua il sindacalista che afferma “ da anni cerchiamo – senza riscontri concreti da parte del Governo- riparo all’ingiustizia che vede lavoratori con anzianità che arrivano persino a 20 anni condannati ad una condizione di perenne precarietà, e alla fine anche la possibilità di inserirli nel percorso di stabilizzazioni previsto dal decreto che modifica il T.U. del pubblico impiego è sfumata. Una situazione insostenibile per questo personale che sconta due volte il ricorso strumentale della P.A. ai contratti atipici solo per avere lavoro qualificato a basso costo.”

“E’ ora che i Ministri competenti -conclude Librandi- si facciano carico del problema e trovino soluzioni mirate , in grado di bypassare gli aspetti formali della vicenda e di riconoscere finalmente il ruolo che, nei fatti, i ricercatori precari hanno svolto e svolgono per garantire migliori condizioni di salute nel nostro Paese.

“Lo studio prodotto dall’OCSE  sulle amministrazioni pubbliche dei Paesi membri posa inclemente lo sguardo sugli squilibri italiani: il Paese con la più alta percentuale di impiegati al di sopra dei  55 anni, in cui solo le posizioni dirigenziali hanno livelli retributivi elevati, così come un alto grado di insoddisfazione e sfiducia dei cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione e delle Istituzioni in generale. Uno sguardo impietoso su cui riflettere”.Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Dopo lo sblocco del turn-over sugli enti locali e sulla sanità, è necessario, a partire dai servizi pubblici  procedere celermente all’indizione di bandi  di concorso per acquisire nuove competenze e garantire un cambio generazionale fondamentale per  ammodernare la Pubblica Amministrazione e rilanciare, con maggior efficacia e qualità, i servizi offerti ai cittadini.” continua il Segretario, che conclude “se dovesse continuare la latitanza delle Amministrazioni Pubbliche, chiederemo che le risorse non utilizzate per la nuova immissione di personale vengano destinate al miglioramento delle condizioni economiche e professionali dei dipendenti pubblici in servizio, che quotidianamente, per la carenza di personale, si sobbarcano di oneri  e carichi di lavoro sempre più pesanti.”

“Le campagne promozionali del Governo sul quesito referendario stanno facendo  calare un grave e preoccupante silenzio sulle altre questioni che richiedono una indifferibile soluzione, in primis quella del rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego. Con tale atteggiamento - sottolineano Giovanni Torluccio, Nicola Turco, Sonia Ostrica e Pino Turi, rispettivamente Segretari generali di Uil Fpl, Uilpa, Uil Rua e Uil Scuola – la politica sta dimostrando di non credere nella funzione trainante per il nostro Paese della Pubblica Amministrazione e di chi ci lavora”. 

“La partita del rinnovo contrattuale è centrale – mettono in chiaro i Segretari Uil - non è che le risorse più volte rivendicate non ci siano, la verità è che le risorse non si trovano per i rinnovi dei contratti pubblici, perché non si vuole migliorare la qualità dei servizi della Pubblica Amministrazione”.

“Dopo sette anni di blocco contrattuale, i lavoratori del pubblico impiego, di ricerca - università - AFAM e della scuola – aggiungono i quattro Segretari - continuano a mandare avanti la macchina pubblica e ad assicurare quotidianamente, con spirito di sacrificio, tra mille difficoltà, le funzioni dello Stato ai cittadini”.

“Queste persone avrebbero tutte le ragioni per essere stanche e demotivate per l’assenza di attenzione da parte della politica”, spiega Nicola Turco, Segretario generale della Uilpa, aggiungendo che “il Governo, strumentalizzando il grave e deprecabile comportamento dello 0,4% dei lavoratori che hanno compiuto degli illeciti e che saranno puniti,  sta cercando di gettare discredito sul rimanente 99,6% che ogni giorno compie il proprio dovere anche in condizioni di grave disagio a causa degli interventi devastanti compiuti sulla P.A: tagli di risorse, chiusura di uffici, mancanza di una politica assunzionale in grado di assicurare il mantenimento di un adeguato livello di servizi rispetto alle esigenze dei cittadini”.

“Il rinnovo contrattuale dovrà consentire il recupero sui tabellari stipendiali. La premialità deve pagare aggiuntivamente il merito e non piuttosto “punire” con decurtazione del salario accessorio fisso e ricorrente, come invece previsto da inique norme come la legge n. 15 ed il d.lgs. 150 del 2009 che vanno abrogati”, sottolinea Sonia Ostrica, Segretario generale della Uil Rua, che aggiunge: “Serve inoltre una tornata straordinaria di stabilizzazioni per i precari che hanno supplito al blocco decennale delle assunzioni, a cui far seguire immediatamente un regime ordinario di nuovo reclutamento per garantire sviluppo e innovazione per la ripresa del Paese”.

“Ci aspettiamo un contratto vero”, aggiunge Pino Turi, Segretario generale della Uil Scuola, sottolineando che “la scuola si trova in un momento di cambiamenti non accettati e di misure sbagliate e etero dirette. Siamo impegnati da mesi per trovare soluzioni, garantire le persone e solo ora sembra che ci siamo margini per ricucire lo strappo del mondo della scuola con il Governo. Soluzione che passa proprio per il negoziato contrattuale”.

“Siamo convinti che la triennalità sia elemento da cui partire per l’individuazione delle risorse  – evidenzia Giovanni Torluccio, Segretario generale della Uil FPL – a condizione però che siano adeguate per dare valore al lavoro e alle professionalità. La contrattazione deve essere lo strumento flessibile per il confronto sulle materie che riguardano l’organizzazione e la disciplina del rapporto di lavoro. Attraverso il contratto, vera opportunità di crescita e di investimento, si può dare al Paese una pubblica amministrazione ancor più funzionale, efficace, moderna e innovativa”.

“Basta silenzio, è l’ora dei fatti”, concludono i Segretari UIL.

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