Dopo l’approvazione di ieri al Consiglio dei Ministri degli ultimi 5 decreti attuativi che completano  l’iter di riforma della Pubblica Amministrazione targato Madia, aspettiamo in tempi rapidi l’atto di indirizzo all’Aran con cui formalmente si apre la stagione contrattuale.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Nel frattempo, chiediamo al Ministro Madia si prosegua al più presto il confronto per emendare alcune parti del Testo Unico del Pubblico Impiego per noi essenziali, che devono trovare una piena soluzione, per recepire appieno lo spirito e gli obiettivi dell'intesa Governo-Sindacati del 30 Novembre2016.” continua Librandi, che aggiunge “ tra le questioni più importanti, un percorso chiaro di stabilizzazione dei precari, il rafforzamento del riconoscimento del ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina del rapporto di lavoro pubblico, la valorizzazione dello sviluppo della retribuzione accessoria collegata all'innovazione organizzativa e allo sviluppo della qualità dei servizi a beneficio dei cittadini, la necessità di trovare criteri coerenti con la possibilità di assicurare la graduale introduzione di welfare contrattuale e di agevolazioni fiscali sulla retribuzione accessoria erogata tramite la contrattazione integrativa”.

“Dal rapporto Madia emergono dati sempre più sconcertanti. La spesa per le consulenze e le collaborazioni esterne è tornata a crescere, con un’impennata del 61.32% solo nel 2014. Da 737 milioni di euro il costo è passato a oltre 1 miliardo e 100 milioni. Una vergogna”. Così Giovanni Torluccio, Segretario Generale della UIL-FPL commentando i dati del Rapporto Madia.

“Nel comparto regioni e autonomie locali, il personale esterno a cui è stato conferito un incarico è pari a più del doppio rispetto a quello relativo al personale dipendente. Anche i dati in sanità non scherzano. Nel 2014 i consulenti sono aumentati del 10% e gli incarichi arrivano a quota 29.000 per un totale di 301 milioni di euro di costo.”continua Torluccio, che afferma “ il Governo ha precise responsabilità: non sblocca il turn-over e continua a chiamare amici degli amici per espletare funzioni e compiti che potrebbero essere svolti da personale dipendente assunto con regolare concorso. In più, con un miliardo e 200 milioni spesi per consulenze esterne, si sarebbero rinnovati i contratti per ben oltre la mancia prevista per il 2016 di circa 5 euro al mese. Una presa in giro, uno schiaffo in faccia a lavoratori che tutti i giorni svolgono servizi essenziali per i cittadini.”

“ Basta con le false riforme della Pubblica Amministrazione, basta con spot elettorali che servono solamente a distogliere l’attenzione dai problemi veri del Paese. Il Governo, piuttosto, -conclude Torluccio-si sieda al tavolo e si confronti su come migliorare e premiare la produttività ed il merito dei dipendenti, su come incentivare i contratti decentrati, su come riorganizzare e svecchiare la macchina pubblica, sbloccando le assunzioni, su come mettere in rete tutte le banche dati a disposizione degli enti e su come razionalizzare senza tagliare linearmente. Noi ci siamo con tutti i mezzi a nostra disposizione per tutelare i giusti diritti di tutti i lavoratori pubblici.”

Governo smantella sistema camerale, protesta a Roma davanti al Mise

Riparte la mobilitazione del personale delle Camere di Commercio. Lunedì 21 novembre è in programma a Roma, in via Molise davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico a partire dalle ore 14, una manifestazione delle lavoratrici e dei lavoratori del sistema camerale contro il provvedimento di riforma delle Camere di commercio e per la difesa di oltre 2.000 posti di lavoro a rischio tra la rete camerale e Unioni regionali e aziende speciali. Un'iniziativa promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per sottolineare come, nell'iter di approvazione del decreto di attuazione della riforma Madia, “il governo, e in particolare il dicastero dello Sviluppo economico, non abbiano ritenuto di cogliere molti dei pareri offerti dal Parlamento di modifica del provvedimento di riforma delle Camere di commercio, così come di incontrarci e ascoltare le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore”. Per le categorie del lavoro pubblico e del terziario di Cgil, Cisl e Uil il governo, “negando il confronto, dimostra come quella delle Camere di commercio non sia altro che una vera e propria contro riforma col solo obiettivo di smantellare il sistema camerale”. I sindacati, infatti, sostengono “l'esigenza di una riforma vera che metta al centro il valore e l'impegno dei lavoratori coinvolti e l'esigenza di un sistema camerale come riferimento centrale e insostituibile per rilanciare sviluppo e crescita nei territori”. Per queste ragioni, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, “ci opponiamo al provvedimento in fase di approvazione e saremo in piazza lunedì 21 novembre: il decreto nei suoi prossimi passaggi deve radicalmente cambiare, il governo deve tornare sui suoi passi e tenere conto delle proposte che abbiamo fatto, e che il Parlamento ha accolto, a partire dalle necessarie misure di salvaguardia dei livelli occupazionali del sistema camerale”.

Scarica la Locandina

Pa: Cgil Cisl Uil, decreto Camere commercio sbagliato, riparte mobilitazione
Governo non accoglie pareri offerti, nuovo atto di sgarbo istituzionale

Roma, 10 novembre - “Rigettati molti dei pareri offerti dal Parlamento di modifica del provvedimento di riforma delle Camere di commercio. Un ennesimo atto di superbia da parte del governo, e in particolare del Ministero dello Sviluppo economico che nel corso di questi mesi non ha ritenuto di incontrarci, che sottende un pesante e pericoloso sgarbo istituzionale e che, soprattutto, svela il disegno dietro questo provvedimento: non si tratta di una riforma ma di una vera e propria contro riforma col solo obiettivo di smantellare il sistema camerale”. E' il giudizio duro di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sul provvedimento delle Camere di commercio varato ieri dal Consiglio dei ministri di attuazione della riforma Madia

Dal testo del decreto legislativo di riforma delle Camere di commercio, approvato ieri dal Consiglio dei ministri in secondo esame preliminare, proseguono Cgil Cisl e Uil di categoria, “si evince chiaramente come l'intento del governo non sia quello di riformare e rilanciare il sistema camerale, esigenza da noi condivisa, ma di dismetterlo. Un provvedimento che, nonostante i pareri offerti dalle commissioni e dagli enti interessati, si conferma sbagliato e che non determina alcuna prospettiva positiva non solo per i lavoratori coinvolti ma per i territori e il bisogno che in questi si rilanci lo sviluppo e la crescita”.

Quello di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl è “un giudizio netto e per questo rilanciamo la dura mobilitazione di tutto il personale delle Camere di commercio perché il decreto nei suoi prossimi passaggi cambi radicalmente. Il governo deve tornare sui suoi passi e recepire le proposte che abbiamo fatto, e che il Parlamento ha accolto, a partire dalle necessarie misure di salvaguardia dei livelli occupazionali”, concludono.

Scarica il Comunicato Stampa

“Per scongiurare gli effetti del Jobs Act sui precari della ricerca sanitaria bene l’incontro dei Ministri Madia e Lorenzin con i Direttori scientifici degli IRCCS, ma non dimentichiamo i ricercatori precari degli Istituti Zooprofilattici che si trovano nella stessa condizione.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Per gli uni e per gli altri parliamo di personale altamente qualificato, che contribuisce in modo fondamentale all’eccellenza della ricerca sanitaria italiana e  che lavora con contratti co.co.co, borse di studio, partite Iva. Personale che è sempre stato tenuto fuori dai percorsi di stabilizzazione e che dal 2018 rischia di perdere anche il lavoro precario.”-continua il sindacalista che afferma “ da anni cerchiamo – senza riscontri concreti da parte del Governo- riparo all’ingiustizia che vede lavoratori con anzianità che arrivano persino a 20 anni condannati ad una condizione di perenne precarietà, e alla fine anche la possibilità di inserirli nel percorso di stabilizzazioni previsto dal decreto che modifica il T.U. del pubblico impiego è sfumata. Una situazione insostenibile per questo personale che sconta due volte il ricorso strumentale della P.A. ai contratti atipici solo per avere lavoro qualificato a basso costo.”

“E’ ora che i Ministri competenti -conclude Librandi- si facciano carico del problema e trovino soluzioni mirate , in grado di bypassare gli aspetti formali della vicenda e di riconoscere finalmente il ruolo che, nei fatti, i ricercatori precari hanno svolto e svolgono per garantire migliori condizioni di salute nel nostro Paese.

Pagina 3 di 4

ULTIME NEWS

LOCANDINE