Contratti, occupazione e risorse, appuntamento al Tempio di Adriano e a seguire presidio all’Aran

Doppio appuntamento per Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in programma giovedì 21 febbraio a Roma per dare continuità alla mobilitazione promossa dai sindacati per rivendicare: il rinnovo dei contratti, un piano straordinario per il lavoro e più risorse per il welfare. A Roma a partire dalle ore 10.30 del 21 febbraio si terrà un attivo unitario della categorie delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici di Cgil, Cisl e Uil: appuntamento presso la Camera di Commercio in piazza di Pietra nella Sala del Tempio di Adriano. Nel pomeriggio, invece, sempre a Roma, si terrà dalle ore 14.30 un presidio, sempre unitario, nei pressi dell’Aran in Largo dei Lombardi, per dare sostegno alle rivendicazioni alla base della mobilitazione.

Cgil, Cisl, Uil valutano positivamente il percorso di mobilitazione svoltosi negli scorsi mesi a sostegno della piattaforma unitaria. Il consenso delle decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani alle proposte di Cgil, Cisl, Uil, emerso in occasione delle centinaia di assemblee organizzate su tutto il territorio nazionale, è stato pressoché unanime ed ha rappresentato un primo importante momento di confronto e discussione delle proposte sindacali con i lavoratori e i pensionati italiani sul documento consegnato nello scorso mese di dicembre al Presidente del Consiglio che si era impegnato a dare continuità al confronto, mai avvenuto, su alcuni capitoli indicati dal Sindacato. 

La legge di bilancio, appena approvata, ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo.  

Pertanto,  per sostenere le proposte unitarie contenute nella piattaforma sottoposta ai lavoratori da Cgil, Cisl, Uil, per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito, Cgil, Cisl, Uil organizzeranno una grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma sabato 9 febbraio.

“La nostra manifestazione unitaria di Sabato è un chiaro segno: siamo uniti, coesi e forti. Vicino esclusivamente alle lavoratrici e i lavoratori di tutta Italia”. Così Michelangelo Librandi, sulla manifestazione #futuroallavoro di sabato.

“Centinaia di migliaia lavoratori, cittadini e pensionati hanno invaso le strade di Roma e Piazza San Giovanni dando una lezione di democrazia e partecipazione e per chiedere al Governo politiche economiche di crescita e sviluppo, politiche attive per il lavoro e l’estensione di quota 100 anche a chi dovrebbe andare in pensione, ma ne è escluso. Nei nostri settori, siamo scesi in piazza per chiedere una immediata convocazione da parte del Governo del tavolo di confronto per i rinnovi contrattuali per il triennio 2019/2021, così come all’ARAN e ai Ministri competenti che non possiamo più aspettare: la Commissione Paritetica per la riclassificazione del personale doveva aver finito i lavori a luglio dell’anno scorso, mentre ancora stiamo aspettando la convocazione”-afferma Librandi, che prosegue “proseguiremo la nostra mobilitazione su queste richieste il 21 febbraio p.v. con la convocazione già convocata degli attivi unitari di CGIL, CISL e UIL del pubblico impiego“.

“La manifestazione unitaria è stata aperta a tutti, ma non deve essere bollata politicamente-conclude Librandi-Una manifestazione per e non contro a prescindere. Per noi, della UIL-FPL, nessun politico avrebbe dovuto essere presente, generando polemiche strumentali. In fondo, con quale faccia i politici dei precedenti Governi si sono presentati sabato tra le lavoratrici e i lavoratori?”

“Misure inaccettabili, che introducono una disparità tra regioni e, di conseguenza, una diversificazione nell’esegibilità del diritto alla salute”. Così Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl commentano le indiscrezioni di stampa, che riportano fonti governative, secondo le quali sarebbe in arrivo un tetto di spesa per le assunzioni di personale sanitario diversificato tra regioni e regioni. 

“Se dovessero essere confermate queste misure - proseguono - ci troveremmo difronte a una intollerabile diversificazione che determinerà una ulteriore esplosione delle diseguaglianze in termini di diritto alla salute. Per queste ragioni, in attesa del confronto che ci sarà oggi tra governo e sindacati, sulla legge di bilancio, ribadiamo le priorità relative non solo allo sblocco del turn over ma, soprattutto, all’adozione di un piano straordinario di nuova e stabile occupazione”. 

“Bisogna concretamente riaffermare il valore della Pubblica amministrazione, così come recita la piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, come cerniera tra cittadini, imprese e servizi e quindi fondamentale strumento per accompagnare le politiche per la crescita e lo sviluppo nel paese. Per queste ragioni sollecitiamo il governo a smentire queste indiscrezioni che, al contrario, se dovessero essere confermate oggi durante l’incontro troveranno la nostra ferma e determinata opposizione”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Cgil e Uil revocano lo sciopero dei medici previsto per il 23 febbraio. La Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN e la UIL FPL Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica, Veterinaria e Sanitaria, scrivono in una nota, “ritengono ci siano oggi le condizioni per revocare lo sciopero della Dirigenza medica e sanitaria proclamato per il 23 febbraio”.


“Alla luce, infatti, dei risultati raggiunti in queste ore con la convocazione ricevuta da ARAN per il 20 febbraio - aggiungono - che sancisce l'apertura della contrattazione per il rinnovo del CCNL di categoria 2016-2018, e con l'impegno assunto dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome a garantire le risorse necessarie al rinnovo contrattuale della Dirigenza medica e sanitaria, la revoca dello sciopero rappresenta un atto di buon senso e di responsabilità”. 


“Riscontrata la volontà politica di Governo e Regione di giungere in tempi brevi al rinnovo del contratto collettivo nazionale - continuano -, riteniamo necessaria un'assunzione di responsabilità che eviti le ricadute su cittadini e lavoratori di uno sciopero che, con la certezza delle risorse e la trattativa avviata, non è più condivisibile ed assume motivazioni che esulano dagli interessi dei lavoratori che rappresentiamo”. 


Per queste ragioni, concludono: “Pertanto  revochiamo sin da oggi la nostra partecipazione allo sciopero proclamato per il 23 febbraio. Convintamente manteniamo lo stato di agitazione volto ad ottenere ai tavoli di trattativa un contratto che valorizzi le professionalità degli operatori. In coerenza con le battaglie sostenute in questi mesi rivolte ai risultati oggi raggiunti, ci accingiamo  ad aprire le trattative con la determinazione necessaria alla riqualificazione dei professionisti del Servizio Sanitario Nazionale”. 

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