Per fare innovazione organizzativa e contrattuale serve un tavolo con tutte le professioni

È ormai da quasi un decennio che siamo mobilitati per rappresentare ai Governi che si sono succeduti le grandi fragilità del servizio sanitario pubblico. Un servizio che è in graduale dismissione per colpa di politiche sbagliate, prime fra tutte la costante diminuzione di risorse i blocchi del turn-over e della contrattazione.

Da Prodi a Renzi passando per Berlusconi, abbiamo organizzato decine di iniziative nazionali e locali che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di lavoratori appartenenti alle diverse anime del pubblico impiego, in particolare tra i professionisti e gli operatori della sanità. I risultati delle ultime elezioni delle RSU, eccellente in termini di partecipazione al voto e di consenso per i sindacati confederali, sono la migliore testimonianza del coinvolgimento che siamo riusciti a creare. Un coinvolgimento trasversale, al di là di steccati e barriere sia ideologiche che professionali.

È su questa esperienza di condivisione ampia di proposte e obiettivi che si fonda la nostra visione globaledel percorso, non solo organizzativo ma anche contrattuale, che deve portare a una riorganizzazione innovativa del settore sanitario e al rilancio dei suoi servizi. E siamo i primi ad essere sorpresi che qualcuno pensi ora di metterlo in discussione. La definizione dei nuovi comparti e aree dirigenziali deve rappresentare l’unità del sistema professionale ed organizzativo del servizio sanitario nazionale, riconoscendo strumenti contrattuali in grado di valorizzare le specificità di tutte le professioni sanitarie, tecniche, amministrative e professionali nei diversi ambiti lavorativi ospedale, territorio, servizi di emergenza, di continuità assistenziale, distretti, strutture protette ecc.. in una convergenza che permetta di riconoscere le diverse competenze professionali che concorrono alla risposta di salute per il cittadino. Anche per questo il rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro non è più rinviabile.

Non si tratta di una forzatura. Un progetto serio di modernizzazione del servizio sanitario nazionale richiede innovazione organizzativa, ma non solo: vanno utilizzati tutti gli strumenti, anche quelli contrattuali, per declinare nelle diverse realtà modelli organizzativi più avanzati e per valorizzare le competenze dei professionisti e degli operatori nei nuovi percorsi di cura e assistenza.

Sarà un cammino di evoluzione complesso, impegnativo e pieno di difficoltà, ma proprio per questo siamo convinti che le centinaia di migliaia di lavoratori del servizio sanitario nazionale debbano marciare uniti, senza spaccature ideologiche né steccati tra una professione e l’altra.

A rischio la salute degli animali e la sicurezza alimentare degli italiani

“La ratifica da parte della Conferenza Stato-Regioni dell’Accordo Collettivo Nazionale dello scorso dicembre sta determinando gravissime ripercussioni per la Sanità Pubblica Veterinaria e per la tutela della Sicurezza Alimentare di tutti i cittadini”così Giovanni Torluccio, Segretario Generale della UIL-FPL e Claudio Fantini, Coordinatore Nazionale dell’Area Medico-Veterinaria della UIL-FPL.

“Un grande passo indietro rispetto al contratto del 2009, dove si prevedeva finalmente l’equiparazione, in termini giuridici ed economici,  della figura del medico veterinario ai medici specialisti. Ciò significava un forte aumento della quota variabile del compenso, che in molti casi, arrivava a pesare quasi il 50% della busta paga complessiva dei medici veterinari”continuano i due sindacalisti “ adesso si ritorna alla condizione del 2006, con l’aggravante che la SISAC non ha aperto un tavolo di confronto nazionale, ma ha demandato alle singole Regioni la possibilità di aprire tavoli regionali per contrattare il salario accessorio. Ciò ha comportato l’apertura di due soli tavoli di confronto, uno con il Piemonte e l’altro con le Marche. Le altre Regioni fanno orecchie da mercante o ancor peggio, come la Sicilia o alcune aziende sanitarie nel Lazio, hanno addirittura tranciato del 50% le buste paga dei veterinari, non garantendo neanche più il rimborso delle spese della macchina per le visite domiciliari. Consideriamo, ad esempio, che il 50% della forza lavoro nel settore in Sicilia sono medici veterinari convenzionati. Da ciò ne deriva un arretramento nella cura e nella salute degli animali e di conseguenza della sicurezza alimentare degli italiani.”

“La UIL-FPL ha sottoscritto l’A.C.N. per evitare di risultare esclusa dai tavoli di trattativa nazionali, regionali ed aziendali ma ha comunque provveduto –concludono Torluccio e Fantini- a dare mandato ai propri legali affinché provvedano ad evidenziare i profili di illegittimità in esso presenti ed avviare la contestazione nelle sedi giudiziarie più opportune per far valere i diritti di questi lavoratori, costituzionalmente sanciti.”

Dai 1600 ai 1.800 euro netti in Francia, alle 2000 sterline minime (circa 2300 euro al mese) dell’Inghilterra, i 1900 netti della Germania, fino a toccare punte di 2500 euro medi netti in Svezia.

“Questi sono gli stipendi medi di ingresso degli infermieri nei principali Paesi europei. Gli infermieri e i medici italiani sono, tra i paesi sviluppati, i meno pagati. Con questo clamoroso ritardo, dobbiamo ancora andare in piazza a scioperare o manifestare: miopie politiche di austerità che negli ultimi anni hanno depauperato in maniera pericolosa la nostra sanità pubblica.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Non parliamo poi degli operatori socio-sanitari, degli infermieri, dei medici che lavorano nella sanità privata e nel terzo settore: in questi ambiti sfioriamo dei livelli salariali di indecenza. Negli ultimi venti anni, nessun Governo che si è alternato ha investito risorse sulla sanità: il Fondo Nazionale è sempre più esiguo, la contrattazione pubblica ed il turn over sono stati bloccati per quasi 10 anni, pochissime risorse destinate alla formazione e alla valorizzazione delle competenze, assenza di contrattazione integrativa che potesse premiare il merito e la professionalità” continua Michelangelo Librandi “bene l’apertura del Ministro Grillo sull’impegno all’aumento salariale dei lavoratori della sanità, ma le parole rimangono vane se poi ad esse non seguono i fatti”.

“Ci aspettiamo- conclude il Segretario- una convocazione da parte del Ministro Grillo e del Ministro Bongiorno- per discutere di una riforma organica dei settori pubblici, per avviare congiuntamente un Piano straordinario di assunzioni nel Pubblico Impiego, per concordare un sistema di premialità con criteri oggettivi e condivisi, per ridefinire la classificazione del personale rimasta ancora incompiuta dopo la firma del rinnovo contrattuale 2016-2018 e per far ripartire il tavolo della contrattazione per il triennio 2019-2021.”

Dopo la pre-intesa di luglio frutto di un’estenuante trattativa- dichiarano Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL e Roberto Bonfili, Coordinatore Medici UIL-FPL - siamo arrivati in dirittura d’arrivo per il rinnovo contrattuale dei medici e dirigenti del SSN, atteso da oltre  10 anni da oltre 130 mila professionisti della nostra sanità. Dopo la firma definitiva di ieri all’ARAN, ci aspettiamo un’ accelerazione sulle risorse a disposizione per il rinnovo del CCNL della dirigenza delle Funzioni Locali e dei Segretari Comunali per il triennio 2016-2018”

“Un contratto di ripartenza, che finalmente chiude una fase di attesa lunga 10 anni che restituisce un contratto a 130mila professionisti”-proseguono i sindacalisti, che affermano “Considerati i vincoli, le leggi vigenti sulle relazioni sindacali e le poche risorse a disposizione-concludono i due sindacalisti- questo contratto è frutto di un lavoro molto duro, discusso punto per punto: rinnovo contrattuale economico del 3.48%, aumento dell’indennità di guardia medica notturna e per le risorse aggiuntive, riformulazione certa delle carriere per tutti i dirigenti, recupero dell’anzianità dei precari e valorizzazione economica delle fasce dirigenziali più giovani: primo segno di attenzione per quelle categorie che hanno garantito l’accesso alle cure ai cittadini in una fase critica del nostro SSN.”

“Rimane aperta e cruciale la partita del rinnovo dei contratti dei dipendenti della sanità privata in attesa da 14 lunghi anni”- chiudono Librandi e Bonfili- e da gennaio, oltre che lavorare per sbloccare definitivamente questa delicatissima partita, ci impegneremo fin da subito per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021 visto che le risorse stanziate in Manovra sono ancora del tutto insufficienti”.

Pagina 2 di 3

ULTIME NEWS

LOCANDINE