“Vogliamo tutele, riconoscimento e contratto”

 

Tutele, riconoscimento e contratto. Sono queste le rivendicazioni alla base della giornata di mobilitazione della polizia locale promossa oggi da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in tutta Italia. Con presidi davanti alle Prefetture, migliaia di agenti della polizia municipale e provinciale hanno manifestato “contro l'indifferenza di governo e politica rispetto allo stato di abbandono in cui sono lasciati i corpi di polizia locale”. Secondo Cgil, Cisl e Uil di categoria, infatti, la polizia locale svolge “sempre più compiti con meno salario, a fronte di un organico sempre più ridotto. Il tutto senza alcun riconoscimento di ruolo e con il contratto bloccato. Non è così che si assicura la legalità e la sicurezza delle nostre comunità". Per queste ragioni hanno manifestato davanti a tutte le prefetture d'Italia, rivendicando alcune priorità: “uniformare su tutto il territorio nazionale le condizioni operative; rinnovare il contratto nazionale di riferimento e riconoscere le specificità e peculiarità dei corpi di polizia locale; superare il blocco del turn over; riconoscere e valorizzare il ruolo e le funzioni della polizia locale; tutelare e garantire equità al trattamento economico e alle condizioni di lavoro”.

Richieste che possono essere accolte, ritengono i sindacati, attraverso l'avvio di “un confronto immediato sul ddl sicurezza in discussione, a partire dalla risoluzione delle gravi discriminazioni esistenti su piano delle tutele e dei diritti rispetto alle altre forze di polizia, cominciando da equo indennizzo e cause di servizio”. Richieste che partono da lontano: “Vogliamo l'adeguamento della legge 65/86 - affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl -, vecchia oramai di trent'anni, per tener conto delle reali funzioni che ogni giorno la polizia locale svolge sul territorio". Ed è per queste ragioni che sono scesi in piazza oggi: “La misura è colma, lo abbiamo ribadito oggi in piazza. Vogliamo più tutele, più riconoscimento e rinnovo di contratto per essere sempre più vicini alle comunità che trovano nella polizia locale, il primo e più prossimo presidio di sicurezza e legalità", concludono.

Comunicato Stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa

Roma, 13 gennaio 2016 – “Scioperi a scacchiera e iniziative regionali e territoriali per il contratto e la riorganizzazione dei settori pubblici”, questa la decisione degli esecutivi unitari di oggi di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa che ha riunito le segreterie nazionali e i segretari regionali delle categorie.

Dopo la grande manifestazione di novembre e di fronte all’ennesimo passo falso del governo sulla legge di stabilità, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco - segretari generali delle federazioni del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil - rilanciano l’iniziativa: “Un contratto vero e investimenti nella formazione, nell'innovazione, nelle competenze per lo sviluppo del paese. Ma anche risoluzione delle vertenze territoriali, dove le ricadute di anni di cattiva gestione, continui tagli e soppressioni, immobilismo organizzativo hanno prodotto un drammatico abbassamento della qualità dei servizi alle comunità”.

“Sensibilizzeremo cittadini e imprese, e coinvolgeremo le istituzioni e gli amministratori locali attraverso un’agenda di mobilitazioni coordinate a livello nazionale, che riguarderà tutti i territori e le regioni. Quella per il contratto è una battaglia per riorganizzare sanità, legalità, sicurezza, welfare, servizi socio-assistenziali.. con meno costi e più qualità. Una battaglia che tiene insieme gli interessi di chi lavora al servizio delle comunità e di chi fruisce dei servizi”.

“Il Paese è bloccato. Servono strumenti e non proclami. Per questo porteremo domani agli esecutivi unitari delle confederazioni la proposta per un modello innovativo di relazioni sindacali anche per il pubblico impiego, che liberi la contrattazione e la renda volano dell’innovazione: professionalità, produttività, valutazione e investimenti nel capitale umano”.

“Non ci fermeremo finché lavoratori e cittadini non avranno le risposte che meritano. E metteremo in atto tutte le forme di pressione, con un fitto calendario di scioperi e mobilitazioni regionali e territoriali, per il rinnovo dei contratti e la dignità del lavoro pubblico”.C

“Le campagne promozionali del Governo sul quesito referendario stanno facendo  calare un grave e preoccupante silenzio sulle altre questioni che richiedono una indifferibile soluzione, in primis quella del rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego. Con tale atteggiamento - sottolineano Giovanni Torluccio, Nicola Turco, Sonia Ostrica e Pino Turi, rispettivamente Segretari generali di Uil Fpl, Uilpa, Uil Rua e Uil Scuola – la politica sta dimostrando di non credere nella funzione trainante per il nostro Paese della Pubblica Amministrazione e di chi ci lavora”. 

“La partita del rinnovo contrattuale è centrale – mettono in chiaro i Segretari Uil - non è che le risorse più volte rivendicate non ci siano, la verità è che le risorse non si trovano per i rinnovi dei contratti pubblici, perché non si vuole migliorare la qualità dei servizi della Pubblica Amministrazione”.

“Dopo sette anni di blocco contrattuale, i lavoratori del pubblico impiego, di ricerca - università - AFAM e della scuola – aggiungono i quattro Segretari - continuano a mandare avanti la macchina pubblica e ad assicurare quotidianamente, con spirito di sacrificio, tra mille difficoltà, le funzioni dello Stato ai cittadini”.

“Queste persone avrebbero tutte le ragioni per essere stanche e demotivate per l’assenza di attenzione da parte della politica”, spiega Nicola Turco, Segretario generale della Uilpa, aggiungendo che “il Governo, strumentalizzando il grave e deprecabile comportamento dello 0,4% dei lavoratori che hanno compiuto degli illeciti e che saranno puniti,  sta cercando di gettare discredito sul rimanente 99,6% che ogni giorno compie il proprio dovere anche in condizioni di grave disagio a causa degli interventi devastanti compiuti sulla P.A: tagli di risorse, chiusura di uffici, mancanza di una politica assunzionale in grado di assicurare il mantenimento di un adeguato livello di servizi rispetto alle esigenze dei cittadini”.

“Il rinnovo contrattuale dovrà consentire il recupero sui tabellari stipendiali. La premialità deve pagare aggiuntivamente il merito e non piuttosto “punire” con decurtazione del salario accessorio fisso e ricorrente, come invece previsto da inique norme come la legge n. 15 ed il d.lgs. 150 del 2009 che vanno abrogati”, sottolinea Sonia Ostrica, Segretario generale della Uil Rua, che aggiunge: “Serve inoltre una tornata straordinaria di stabilizzazioni per i precari che hanno supplito al blocco decennale delle assunzioni, a cui far seguire immediatamente un regime ordinario di nuovo reclutamento per garantire sviluppo e innovazione per la ripresa del Paese”.

“Ci aspettiamo un contratto vero”, aggiunge Pino Turi, Segretario generale della Uil Scuola, sottolineando che “la scuola si trova in un momento di cambiamenti non accettati e di misure sbagliate e etero dirette. Siamo impegnati da mesi per trovare soluzioni, garantire le persone e solo ora sembra che ci siamo margini per ricucire lo strappo del mondo della scuola con il Governo. Soluzione che passa proprio per il negoziato contrattuale”.

“Siamo convinti che la triennalità sia elemento da cui partire per l’individuazione delle risorse  – evidenzia Giovanni Torluccio, Segretario generale della Uil FPL – a condizione però che siano adeguate per dare valore al lavoro e alle professionalità. La contrattazione deve essere lo strumento flessibile per il confronto sulle materie che riguardano l’organizzazione e la disciplina del rapporto di lavoro. Attraverso il contratto, vera opportunità di crescita e di investimento, si può dare al Paese una pubblica amministrazione ancor più funzionale, efficace, moderna e innovativa”.

“Basta silenzio, è l’ora dei fatti”, concludono i Segretari UIL.

“Capiamo che non tutti abbiano consolidato la stessa esperienza di gestione dei tavoli contrattuali, ma speculare a danno dei lavoratori per prendere qualche voto alle elezioni per il rinnovo delle Rsu non è onorevole.”Così Michelangelo Librandi sulle dichiarazioni di sindacati non firmatari dell’accordo.

“Una categoria D del comparto sanità, prenderà in media un aumento mensile tra gli 86,90 Euro e i 94,80 euro e a partire dal 01 gennaio 2019 ci saranno circa 91 euro a lavoratore che saranno destinate in un Fondo specifico per la contrattazione decentrata; risorse che sarà nostro compito ed obiettivo destinare anche all’aumento delle indennità di disagio, ferme da troppo tempo.”

“Vogliamo inoltre ricordare a chi fa finta di dimenticarselo, che il contratto ha validità fino al 31/12/2018 ed entro il mese di giugno di quest’anno la UIL-FPL e le altre sigle sindacali interessate al solo ed esclusivo interesse dei lavoratori, presenterà la nuova piattaforma contrattuale per il rinnovo del triennio 2019-2021.”

Comunicato stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl

Mobilitazione continuerà fino a garanzia diritti dei lavoratori

Roma, 11 dicembre - “Un risultato straordinario, i lavoratori della fondazione Don Gnocchi hanno reagito compattamente allo sciopero indetto per oggi contro la disdetta unilaterale del contratto nazionale di lavoro”. È quanto affermano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito alla giornata di sciopero indetta per oggi dai lavoratori della Onlus Don Gnocchi contro la disdetta del contratto.

“In tutti i presidi della Fonazione presenti in nove regioni - fanno sapere Cgil, Cisl e Uil - il dato di astensione dal lavoro, ancora provvisorio, è stato in molte strutture superiore all’80%. Altissima l’adesione in Lombardia, nel Lazio, in Liguria ed Emilia-Romagna, così come nelle Marche, in  Campania, Toscana, Piemonte e Basilicata. Il tutto avvenuto nella massima garanzia dei servizi minimi garantiti ai pazienti”.

Inoltre, precisano i sindacati, “in quasi tutte le iniziative territoriali, delegazioni di lavoratrici e lavoratori della Don Gnocchi sono state ricevuti da prefetti, assessori e sindaci. Alle istituzioni i lavoratori hanno rappresentato la gravità della scelta unilaterale della fondazione che punta a dividere le condizioni dei lavoratori, tra nuovi e vecchi assunti, e, allo stesso tempo, la necessità di esercitare un rigoroso controllo su tutti gli accreditamenti, al fine di garantire qualità delle prestazioni e qualità del lavoro, a partire dal rispetto dei diritti dei lavoratori. La mobilitazione - concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - continuerà e saranno attivate tutte le forme di pressione per risolvere la vertenza nell'interesse di operatori e cittadini””.

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