Contratti: Cgil Cisl Uil Fp a Speranza e Bonaccini, serve incontro su Sanità Privata e Rsa

Roma, 19 maggio – “Un incontro urgente sul rinnovo del contratto della Sanità Privata e delle Rsa”. A chiederlo al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi, nel ricordare lo sciopero già proclamato per il prossimo 18 giugno per la Sanità privata e le Rsa in ragione del rinnovo di entrambi i contratti.

“Abbiamo assistito in questi mesi - scrivono i tre dirigenti sindacali in una lettera - ad un contributo importante dato dai lavoratori della sanità tutta, compresi quelli del sistema accreditato. Alle imprese sono arrivate ulteriori risorse e compensazioni per il Covid-19, per i lavoratori a livello regionale stiamo sottoscrivendo accordi con le Regioni con l’obbiettivo di individuare interventi e risorse finalizzate a remunerare le particolari condizioni dei lavoratori della sanità impegnati nell’emergenza Covid-19, compresi quelli del settore privato”.

In merito al confronto sul rinnovo, Sorrentino, Petriccioli e Librandi fanno sapere: “La rottura definitiva si è perpetuata nelle scorse ore a seguito di dichiarazione delle nostre controparti, Aris ed Aiop, che ancora una volta mettono in discussione la sostenibilità del rinnovo contrattuale, dopo aver sottoscritto un verbale presso il ministero con le Regioni e il Governo, dopo aver raggiunto un accordo con i nostri sindacati sulle tabelle economiche, dopo aver avuto ulteriori conferme dell’impegno massimo delle Regioni a risolvere anche nei territori dove gli accordi sulla renumerazione delle prestazioni erano in ritardo, oggi si utilizza la pandemia per chiedere ulteriori risorse, che comunque sono arrivate sia dal Dl Cura Italia che dal Dl Rilancio”.

Ragioni per le quali, osservano: “Comprenderete che la misura è colma, da 14 anni i lavoratori della sanità privata e da 8 quelli delle Rsa non vedono alcun aumento a fronte di profitti delle imprese che continuano a crescere grazie al contributo pubblico. È una vergogna. Caro Ministro, Caro Presidente, vi siete sempre dimostrati attenti nel vostro esercizio della funzione istituzionale alle ragioni del lavoro, della giustizia sociale e della necessità che la relazione tra pubblico e privato fosse equilibrata e a garanzia dei diritti dei cittadini. Ora vi chiediamo di adoperarvi per i lavoratori che garantiscono quei servizi e che meritano di vedersi rinnovato il contratto. Non possiamo più giudicare affidabili soggetti datoriali che nel corso di questi mesi hanno disatteso ogni impegno, non solo qulli convenuti ai tavoli negoziali, ma anche quelli contratti ai tavoli istituzionali”.

“In molte Regioni si sta procedendo alla risoluzione degli accreditamenti, tema che vi riproponiamo come cruciale nell’ambito della discussione del Patto della Salute. I datori di lavoro si definiscono, impropriamente, la componente di diritto privato del sistema sanitario nazionale, volendo far riferimento ai rapporti che intercorrono tra le loro aziende e gli enti pubblici. Ebbene questi rapporti sono regolati da vincoli non solo regolativi, normativi ma anche etici e queste imprese li violano non riconoscendo la giusta ed equa retribuzione ai lavoratori grazie ai quali fanno profitto utilizzando risorse del sistema pubblico. Siamo certi che difronte a questa ingiustizia le istituzioni si adopereranno per ripristinare una corretta modalità di relazione non solo tra le parti negoziali ma nel riaffermare il principio che i soggetti che operano in convenzione, accreditamento o concessione con il sistema pubblico devono operare nel rispetto dei diritti del lavoro oltre che delle norme che regolano il rapporto tra soggetti pubblici e privati”, concludono Sorrentino, Petriccioli e Librandi nel chiedere a Speranza e Bonaccini un incontro urgente.

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Contratti: Cgil Cisl Uil Fp, 18 giugno sciopero Sanità privata e Rsa

Roma, 16 maggio - “Sciopero generale nella Sanità Privata e nelle Rsa il 18 giugno per il rinnovo dei contratti”. A proclamarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, specificando che l’astensione dal lavoro per il personale interessato riguarderà l’intera giornata o turno di lavoro, nella garanzia dei servizi minimi. 

La protesta nasce, spiegano i sindacati, “dalla reiterata volontà delle controparti, Aris e Aiop, di non voler giungere alla sottoscrizione del rinnovo del contratto dei dipendenti delle strutture della sanità privata, scaduto da 14 anni, così come il personale delle Rsa attende il rinnovo di un contratto scaduto da più 8 anni”. Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “nonostante una trattativa che dura da oltre 2 anni e 7 mesi, nonostante gli impegni già assunti sia dalle Regioni che dal Governo, al fine di sostenere il rinnovo del contratto, attraverso le misure introdotte col decreto fiscale dello scorso anno, anche nel poi fallito tentativo di conciliazione i rappresentanti di Aiop e Aris hanno cercato di condizionare la chiusura della trattativa e la firma del contratto, dove ricordiamo le tabelle di incremento sono già state concordate, a ‘necessarie’ quanto per noi inutili verifiche da effettuarsi con il Ministero dell’Economia e delle Finanze”.

Un comportamento, quest’ultimo, delle parti datoriali che per i sindacati “appare ancora più vergognoso se si pensa che, ancora una volta, le professioniste e i professionisti della sanità privata hanno operato, unitamente ai colleghi della sanità pubblica, per far fronte alla grave emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 con la stessa professionalità ed impegno ma senza gli stessi diritti ad un riconoscimento economico uguale. Speculare sull’emergenza sanitaria, come pretesto per non procedere al rinnovo dei contratti, e utilizzare termini come ‘accertamento della sussistenza’, dopo aver sottoscritto accordi al cospetto delle istituzioni, nonché incassato per anni sulle spalle dei lavoratori, rende questa vicenda squallida, per il comportamento vergognoso delle controparti. Per queste ragioni, con l’obiettivo del rinnovo dei contratti, le lavoratrici e i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa incroceranno le braccia il prossimo 18 giugno.

Contratti: Cgil Cisl Uil Fp, stato agitazione per rinnovo Sanità Privata e Rsa 

In prima linea in contrasto emergenza Covid19, basta attese

Roma, 6 maggio - “Le lavoratrici e i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del contratto nazionale. Per interrompere l’assordante silenzio che investe questa vicenda Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl proclamano lo stato di agitazione del personale, con iniziative di mobilitazione in tutti i territori”. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil rilanciano così la mobilitazione della Sanità Privata e delle Rsa per il rinnovo del contratto nazionale, disegnando un percorso per arrivare, in assenza di un riscontro risolutivo, all’indizione dello sciopero generale nazionale. 

Da oltre 13 anni, scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera indirizzata ai vertici di Aris e Aiop e, per conoscenza, al ministro della Salute Speranza e al presidente delle Regioni Bonaccini, “le lavoratrici e i lavoratori che operano presso le strutture della Sanità Privata stanno attendendo il rinnovo del contratto nazionale: professioniste e professionisti che, al pari dei loro colleghi che operano nelle strutture pubbliche, sono stati pienamente coinvolti nella gestione dell’emergenza Covid-19, subendone anche loro le conseguenze. A differenza però dei loro pari colleghi del settore pubblico non stanno vedendo riconosciuto in alcun modo il loro ‘lavoro quotidiano’, sia nell’ordinarietà che dovrebbe tradursi nel diritto al giusto rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che nella straordinarietà dell’attuale momento che vedrà riconoscere al personale pubblico ulteriori elementi economici”.

Dopo oltre due anni e mezzo di trattativa per giungere al rinnovo del contratto della Sanità Privata, ripercorrono i sindacati, “di accordi raggiunti anche al Ministero della Salute e disattenti dalle controparti Aris e Aiop, pur nella consapevolezza della delicata situazione che il paese sta vivendo, non possiamo più accettare che tale problema continui ad essere rinviato. Siamo in attesa, ormai da diverse settimane, di una convocazione che possa porre fine a questa situazione e consenta la rapida conclusione della trattativa”. Insieme a questa vertenza, continuano, “si aggiunge la situazione nella quale versano i lavoratori delle Rsa che meritano una risposta altrettanto tempestiva, che garantisca anche a loro di vedere rinnovato il contratto collettivo nazionale”.

Per queste ragioni, “alla luce dell’assordante silenzio a cui stiamo assistendo, non siamo più disposti ad attendere ancora: i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro. È pertanto proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale, con conseguente sospensione di ogni forma di lavoro supplementare e/o straordinario di tutto il personale delle suddette strutture. In tutte le regioni saranno definite ulteriori iniziative da svolgersi a livello regionale/locale/aziendale. Contestualmente si procede con la formale comunicazione agli organismi preposti di richiesta del tentativo obbligatorio di conciliazione onde poter procedere, in assenza di qualsiasi riscontro che consenta la rapida conclusione della vertenza, all’indizione dello sciopero generale nazionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

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Contratto Sanità Privata. Cgil, Cisl, Uil: – Proseguo trattativa rinnovo contratto e conferma iniziative di mobilitazione

Roma, 5 giugno - In quest’ultima settimana, a fronte del confronto ripreso con Aiop ed Aris, è stato fatto un importante lavoro sui diversi articoli ancora aperti, che ci ha permesso di completare l’articolato contrattuale, comprese la parti economiche. Ad oggi dobbiamo purtroppo registrare una distanza ancora molto molto marcata sul campo di applicazione, tale da non averci consentito di arrivare alla chiusura del contratto. Avendo deciso di mantenere il confronto aperto, ci siamo aggiornati ad inizio della prossima settimana; conseguentemente, nel confermare lo sciopero generale nazionale del prossimo 18 giugno, è fondamentale accompagnare la trattativa mantenendo in piedi tutte le iniziative già concordate al fine di svolgere la massima pressione nei confronti della parte datoriale.

 

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DDL LORENZIN - APPROVATO IN VIA DEFINITIVA OGGI AL SENATO

E' stato approvato nella mattinata odierna dal Senato in via definitiva il Ddl Lorenzin in materia di "delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute". Il provvedimento è stato approvato con 148 voti favorevoli, 19 contrari e 5 astenuti.

Di seguito si riportano le principali novità del c.d. "Ddl Lorenzin".

1.     Sperimentazione clinica dei medicinali.

Le nuove disposizioni, adeguando la disciplina italiana alla nuova normativa europea (Regolamento UE 536/2014) prevedono il riordino e la riduzione dei comitati etici esistenti. Viene prevista l'istituzione, infatti, di un Centro di coordinamento nazionale dei comitati eticiterritoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, con funzioni di coordinamento, indirizzo e monitoraggio delle attività di valutazione degli aspetti etici relativi alle sperimentazioni. Si prevede, inoltre, l'individuazione, attraverso successivo decreto ministeriale, di un numero massimo di quaranta comitati etici territoriali (rispetto agli oltre 100 attualmente esistenti) di cui almeno uno per ogni regione, e il riconoscimento di tre comitati etici a valenza nazionale, di cui uno riservato alla sperimentazione in ambito pediatrico.

Tali disposizioni vanno nella direzione della necessità di acquisire una maggiore competitività in ambito internazionale nel settore delle sperimentazioni cliniche, le quali, grazie alla notevole riduzione del numero dei comitati etici e grazie al ruolo di supporto e di vigilanza assegnato al neo istituito centro di coordinamento nazionale, potranno fare affidamento su tempi certi per la loro analisi sotto il profilo etico, oltre che di una tariffa unitaria, parametrata ai meri costi di gestione dell'analisi medesima.

2.     Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie.

Le nuove disposizioni trasformano gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in ordini delle medesime professioni e relative federazioni nazionali. Agli ordini già esistenti dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti, si aggiungono gli ordini delle professioni infermieristichedella professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Contestualmente viene ridisegnata la disciplina relativa al funzionamento interno degli Ordini, risalente al 1946, e vengono inserite disposizioni finalizzate a migliorare la funzionalità degli organi, a chiarire i compiti svolti, valorizzandone, in particolare, il rilievo pubblico e la funzione deontologica, oltre che a favorire la partecipazione interna da parte degli iscritti.

3.     Nuove professioni sanitarie.

Il Ddl riscrive la procedura per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie, stabilendo dunque un sistema potenzialmente aperto.

Tale procedura, che passerà per il parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di Sanità, richiederà l'accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.

Nell'ambito di tale procedura, un percorso semplificato è fissato per gli osteopati ed i chiropratici, la cui individuazione è già fissata dalla legge, mentre il percorso per il definitivo riconoscimento passa attraverso l'accordo in Conferenza che definirà l'ambito di attività, le funzioni, i criteri di valutazione dell'esperienza professionale nonché quelli per il riconoscimento dei titoli equipollenti connessi a tali professioni.

Con decreto del MIUR, di concerto con il Ministro della salute, saranno, inoltre, definiti l'ordinamento didattico della formazione universitaria.

4.     Riordino della professione dei chimici,  dei fisici, dei biologi e degli psicologi:

Il DDL stabilisce che la vigilanza su tali Professioni, e sui relativi ordini, passi dal Ministero della Giustizia al Ministero della salute. Anche a tali ordini si applicheranno, dunque, le nuove disposizioni relative al funzionamento interno degli Ordini, modificati dal Ddl.

5.     Esercizio abusivo delle professioni sanitarie.

Si interviene sul reato di esercizio abusivo della professione, per inserire un'aggravante quando il reato riguardi una professione sanitaria e per prevedere in tali ipotesi la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato. Ed in particolare, quando si tratta di beni immobili, si dispone il loro trasferimento al patrimonio del comune ove sono siti, per essere destinati a finalità sociali e assistenziali.

6.       Aggravante per reati commessi contro persone ricoverate.

Viene aggiunta nel codice penale (art. 61) una circostanza aggravante per i reati contro la persona commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, ovvero presso strutture socioeducative.

7.       Dirigenti sanitari del Ministero della salute

Si modifica la disciplina vigente relativa al ruolo della dirigenza sanitaria del Ministero della salute: da un lato, si istituisce un unico livello del ruolo succitato, e dall'altro, ai dirigenti sanitari del Ministero si estendono gli istituti giuridici ed economici previsti per la dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale.

 

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